Lettera aperta del CRIPAE - FIERI A VITA per il Nostro Contributo .

Lettera aperta del CRIPAE per Eutelia Nel dubbio VotateVi sempre!!! Partiamo dal problema sociale più sentito in questi giorni nostri. La crisi economica che deriva dalla crisi Finanziaria e di Capitali che si riversa poi sui numeri dell’occupazione. Ma qui in Eutelia la situazione è diversa Il Capitale c’è, è Italiano ed è stato messo soprattutto con i Risparmi dei Piccoli Azionisti per più di 2⁄3 ed è stato Patrimonializzato in Azienda Eutelia. Abbiamo letto su alcune relazioni che in questi anni abbiamo investito 600mln€. Lo abbiamo fatto con i nostri risparmi nulla a che vedere con finanza creativa, siamo un azionariato popolare italiano. La nostra iniziativa imprenditoriale e quindi il nostro Capitale rappresenta un baluardo per la tutela dei Vostri posti di lavoro il Nostro Comitato riunisce i Piccoli Azionisti che da sempre hanno creduto e sono fieri di aver investito per infrastrutturare il nostro paese nell Asset fondamentale per crescita e sviluppo: La banda larga, la Rete in fibra ottica di Eutelia. Fin dal primo momento abbiamo capito che la tutela del Vostro lavoro e quindi del Nostro Investimento passa attraverso lo sfruttamento dell'Asset strategico della Rete in fibra ottica di Eutelia. Insomma non abbiamo scoperto nulla, Chi ha studiato un pò di economia conosce bene quali siano i Fattori della Produzione: la TERRA , il LAVORO ed il CAPITALE nelle proporzioni di Vostro gradimento. Speriamo che con Terra crescano migliori frutti. Purtroppo questi ultimi anni abbiamo vissuto parecchie disavventure che hanno evidenziato tutte le possibili negatività di questa azienda ma un elemento sono convinto sia stato di esperienza positiva : la Formazione del Gruppo, quella professionale rimane indiscutibile. Solo chi lavora in evidente stato di difficoltà porta con se un'esperienza sicuramente pesante ma che deve essere un bagaglio di conoscenze da cui attingere per il futuro. Come un marinaio che va per mare, solo quando si trova nei momenti pericolosi capisce l’importanza di avere uno scafo robusto e quale sia il bene prezioso che si possa perdere, qui sicuramente tutti i componenti hanno percepito il valore dello stare insieme e di remare per la stessa via. Quindi sicuramente finora i fattori Capitale&Lavoro non sono mancati , oggi speriamo di imbarcarre con Noi Imprenditori già del settore che vogliano aiutarci a condurre insieme questa Nave Eutelia, Tutta insieme senza scialuppe di salvataggio privilegiate. Son convinto che sapranno farlo al meglio, utilizzando le risorse umane di Chi ha costruito Eutelia in questi anni, perchè parlano la stessa lingua ed hanno stessi valori culturali e umani, famiglia ed impresa. I primi ad investire su di Noi dobbiamo essere sempre Noi stessi, i veri protagonisti del Nostro futuro, non Ci si può tradire. Nel dubbio VotateVi!!! Auguriamo a tutti Noi un futuro sostenibile di sviluppo e crescita. Torneremo nelle posizioni che Eutelia merita. Grazie Il Cripae P.s. sono graditissimi i commenti e riflessioni questo spazio va inteso anche come un contributo per i dipendenti Eutelia di tutte le sedi affinche possano responsabilizzarsi in un momento particolare

venerdì 23 dicembre 2011

Vorrà Terra seriamente prendere Eutelia ?

Il Nuovo Governo d'Italia punta all'investimenti nella Banda Larga per far crescere il Paese, Eutelia ha un'infrastruttura importante anche nel Sud. Perché finora nessuno ha voluto prendere Serravalle lo ha spiegato Vito Gamberale, il numero uno del fondo F2i, in questo articolo del Corriere della Sera

Area geografica e Azienda interessante.... Che ruolo potrebbe avere Eutelia ?????

Expo 2015, Cisco investe 40 milioni per sviluppare la Milano del futuro Cisco, azienda americana specializzata nella fornitura di apparati networking, che da oggi entra a far parte del progetto Expo Milano 2015 come grande partner e collaborerà a partire dal prossimo anno nella progettazione e costruzione delle Reti Internet Protocol di nuova generazione ed una capillare infrastruttura Wi-Fi a larghissima banda.

Terra , Terra, Terraaaa!!!! un'altra allucinazione ?

«SIAMO PRONTI a presentare un'offerta per l'acquisto di Eutelia,.........

sabato 17 dicembre 2011

Quanti Milioni di €uro per la banda larga di Eutelia?


BANDA LARGA

Fibra ottica per tutti a Trentoè la "prima" pubblico-privato

La società si chiama Trentino NGN, ne fanno parte Provincia, Telecom, Mc-Link e una finanziaria, investimento di 160 milioni di euro fino al 2018. In piccolo il progetto che si voleva a livello nazionale ma sul quale il precedente governo aveva fallitodi ALESSANDRO LONGO

martedì 13 dicembre 2011

Ma allora Eutelia esiste ancor ?

Imagehttp://www.eutelia.it/index.php?option=com_content&task=view&id=445&Itemid=2020




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giovedì 8 dicembre 2011

PAssera suona il Telefono EUTELIA !!!!!!!!?????

RETI NGN

Metroweb, Gamberale: "Pronti ad incontrare il ministro Passera"

L'ad di F2i: "Se ci chiamano risponderemo. Il nostro è un progetto concreto"
"Siamo pronti, se il Governo ci chiama risponderemo". È l'ad di F2i, il fondo che controlla Metroweb, Vito Gamberale, a rispondere così ai giornalisti che, occasione del convegno della Gse, chiedono se abbia già ricevuto una convocazione dal ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture, Corrado Passera, per discutere di progetti di implementazione di banda larga. Riferendosi a Metroweb, Gamberale spiega: "Abiamo proposto un nostro progetto concreto, che è stato condiviso da tutti, su cui stiamo lavorando".

24 novembre 2011
di E.L.


EUTELIA ?

Tlc: Bertoluzzo (Vodafone), “fiducia in governo, serve un piano da 5 miliardi”


01/12/2011ROMA (MF-DJ) - “Ho fiducia che il nuovo Governo, in cui ci sono persone che hanno grande sensibilità verso l’innovazione, lo sviluppo delle infrastrutture, la concorrenza, metta al centro dell’agenda questi temi che sono fondamentali per il rilancio della crescita di lungo periodo”. Cosi’ l’a.d. di Vodafone, Paolo Bertoluzzo, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ in cui assicura che l’obiettivo dell’azienda è quello di “mantenere i piani di investimento perché riteniamo importante dare sostegno allo sviluppo del Paese in una fase delicata come questa”. “Abbiamo manifestato formalmente a Metroweb, F2i e Cdp la disponibilità a partecipare direttamente al capitale della società con una quota di almeno il 10% per sostenere lo sviluppo del progetto”, ha precisato il manager, a condizione però “che ci sia un piano ambizioso che risponda alle esigenze di sviluppo e crescita e quindi punti a cablare le prime 100 città italiane, partendo da Milano, in 5 anni: un impegno che vale 5 miliardi di euro di investimenti complessivi” sulla fibra ottica.

mercoledì 12 ottobre 2011

Che fine ha fatto Eutelia? trascorsi 19 gg ed ancora nulla del Bando... Advisor !!!!!!??????

Maxi-polo per la fibra ottica


Vito Gamberale (Olycom)Vito Gamberale (Olycom)
Il re della banda larga, come qualcuno (più o meno benevolmente) lo ha già soprannominato, è uscito allo scoperto. È Vito Gamberale, numero uno del fondo infrastrutturale F2i, il manager di lungo corso già amministratore delegato, tra le altre cose, della vecchia Sip, il superstite vittorioso di diverse ere industriali che venerdì scorso, chiudendo l'annuale convegno di Capri sulle tlc organizzato da Between, ha messo sul tavolo un carico da novanta: la proposta di portare «con gradualità e assecondando il passo del mercato», la banda ultra larga anche in Italia.
Con questo punto di partenza: il modello Metroweb, il gioiellino della fibra acquisita in giugno dal suo fondo per 400 milioni di euro. Gamberale non è nuovo a iniziative del genere e questa sembra solo la replica di quanto già fatto nel settore dell'energia (riunendo l'ex Enel Rete Gas, l'ex Eon Italia e la G6 un tempo di Gaz de France Suez), ma anche nel comparto dell'acqua, con la fusione di Mediterranea delle Acque con Alerion CleanPower, senza dimenticare aeroporti (per esempio Capodichino) e le rinnovabili.

Sull'Ngn molto è stato detto e dopo tanto parlare arriva un progetto che ha già incassato il via libera di Telecom e di Confindustria Asstel. Una mossa che non giunge inaspettata, come lo stesso Gamberale conferma in questa intervista al Sole 24 Ore, ma che parte da una trama industriale tessuta con attenzione, spostando l'asse politico di ogni iniziativa sulla fibra dal defunto tavolo Romani all'indirizzo del ministro Giulio Tremonti, visto che la Cassa Depositi e prestiti è partner di pregio proprio di F2i e che il suo numero uno, Franco Bassanini, è il presidente di Metroweb.
Ingegner Gamberale, è la prima volta che un presidente della Cdp sale al vertice di una sua (indiretta) controllata.
È anche la prima volta che un uomo con le competenze di Franco Bassanini ricopre questo ruolo. Diciamo che è un segnale di condivisione forte del progetto da parte del più istituzionale dei nostri investitori.
Perché il modello Metroweb per i nuovi network?
Perché serve partire da un approccio concreto che valorizzi quello che di buono è stato fatto nel Paese. E in questo l'acquisto di Metroweb dal fondo Stirling Square non è stato un caso.
Ci svela un retroscena?
Tutto il dibattito sulla banda ultralarga ci ha stimolato, così come l'incoraggiamento della Cdp. Era importante riportare in mani italiane una realtà industriale di questo tipo. L'alternativa sarebbe stata lasciarla in preda a speculazione e "palleggi" finanziari vari.
Nel Nord Italia la fibra ottica non manca. Inizia per lei una campagna di shopping, magari con nuovi partner?
Penso a tante piccole Metroweb locali, per esempio in città come Bergamo, Brescia, Genova o Piacenza, dove entreremo in trattativa con le utilities del posto. Tenga conto che c'è anche tutta la fibra di Iren, la società derivante dalla fusione tra Iride (le municipalizzate di Genova e Torino) e l'emiliana Enìa. Partiremo con un lento shopping. Vorrei riuscire a costituire un paio di società all'anno. Sarebbe un buon risultato.
L'Italia sconta diverse arretratezze anche in materia di connettività. Cosa ne pensa?
Il relativo ritardo dell'Italia non ha motivazioni tecnologiche o di mercato ma dipende dalla più bassa alfabetizzazione informatica. L'Adsl può già veicolare gran parte dei servizi per l' utenze consumer, almeno fino a 20 megabit, senza contare che l'Lte avrà un ruolo centrale.
Ma così non c'è il rischio che l'Ngn resti al palo?
No, perché la spinta per la banda ultralarga, e parlo di connessioni da 100 megabit, arriverà dall'utenza business. E in queste condizioni, uno sbocco naturale potrebbe essere, in aree selezionate come i distretti industriali, un player infrastutturale puro come Metroweb che faccia gli investimenti fino alla “borchia” del palazzo e affitti la fibra spenta ai vari provider.
La sua proposta ha fatto tramontare il "tavolo" Romani.
Il tavolo Romani ha avuto un approccio più "politico" che "tecnico", e l'idea di una società mista non è ancora decollata. Credo che siano le imprese a dover fare i progetti, ma sono convinto che il ministro dell'economia non potrà che vedere con benevolenza questa iniziativa.
Cosa ne pensa dell'operato dell'Agcom sull'Ngn?
È partito da un approccio troppo "dirigista", ma il segretario generale Roberto Viola, a Capri, sembra aver fatto intendere che ci sarà un cambio di direzione: non più una regolazione a priori, ma norme chiare per favorire il mercato.

domenica 9 ottobre 2011

Usare EUTELIA ANCHE SUL CELLULARE !!!!!


Personalmente
IN CASA HOME
Connessione : EUTELIA
ProAdsl 20 Accesso FLAT* fino a 20 Mb/s banda
garantita 128 Kbit/s
Canone mensile: € 36,50
 CLIENT HOME :  FRTIZ BOX SIP Euteliavoip
http://www.fritzbox.eu/it/index.php 

IN MOBILE
Connesione : TIM
CLIENT MOBILE : FRING con SIP Euteliavoip


Esistono diversi software in grado di sfruttare il protocollo SIP:

    Gizmo5
    openSIPS
    Dexgate
    Asterisk
    Ekiga
    Wengo
    Fring
    Google Talk
    Skype for SIP (beta per mercato business)
    sipXecs
    mjsip

Solo alcuni di questi sono software libero.
Euteliavoip usa il SIP standard, quindi tutto quello che ottieni lo puoi avere con qualsiasi client SIP (vedi elenco precedente), non c'è niente di proprietario, come ad esempio in Skype.
Io , ma forse chi mi segue sa già, uso fring sul mio Nokia, ma potrebbe essere anche un qlsiasi Iphone o Android, che mi gestisce il mio numero nomadico fisso di Eutelia Voip, mentre in casa ho un router Fritz Box che mi gestisce il telefono normale di casa avendo una connessione dati esclusica IP FISSO !!!
ADSL Naked EUTELIA ProAdsl 20     Accesso FLAT* fino a 20 Mb/s banda garantita 128 Kbit/s     Canone mensile: € 36,50 CON APPENA 36,5 € e faccio tutto!!!!
Con Indona invece hanno preso uno standard Open e l'hanno
chiuso sulla loro rete. Praticamente da Indoona non puoi né fare né
ricevere chiamate SIP, solo quelle verso gli altri utenti Indoona o
verso i loro gateway a pagamento.
Inoltre, non puoi usare un Fritz o qualsiasi altro router SIP è un
normale telefono e sei costretto a tenere il pc acceso e a parlare
nelle cuffiete.
Con EUtelia voip Fritz box tieni tutto spento il router gestisce in casa Wi-fi compreso, il tutto anche quando sei fuori ed hai una connessione dati sul tuo Mobile, esempio se hai esempio il client Fring in sottobanda hai anche il numero di casa di www.euteliavoip.it sul cellulare quindi se ti chiamano sul fisso suona anche il mobile e puoi logicamenete fare anche le telefonate da cellulare come se fosse un fisso usando la numerazione geografica www.euteliavoip.it

sabato 8 ottobre 2011

Senza conoscere il Suo pensiero Boatrade è nato e vissuto pensando SIATE AFFAMATI SIATE FOLLI





Anche se mi piacerebbe che il Mondo fosse come dice Stallman il Software libero come Linux , è per qsto che ho sempre avuto un Nokia e non un Iphone, purtroppo i software proprietari godono di maggiori investimenti qndi credo quest'ultimi godranno di maggior futuro, specie con l'avvento del cloud computing.
Ciononostatnte BISOGNA RENDERE IL GIUSTO MERITO E RISPETTARE STEVE JOBS
Agli albori della mia Conoscenza al mondo TLC, mi avvicinai ai Cellulari Nokia un pò meno walled garden, per poi conoscere ed Investire su Acotel Noverca (Claudio Carnevale fu quello che inventò gli SMS, lo sapevate?) che poi SPARI' !!!!!! INTESA ne sai qlcsa? ma oggi attenzione ai Hawaii cellulari permetto di metterci gli Android sopra
;-)
Oggi I NUMERI GEOGRAFICI DI EUTELIA VOIP Eutelia che girano anche sui cellulari con i client tipo FRING diventeranno INDOONA di Tiscali?
Okkio SITUAZIONE MAGMATICA il Genio Italico cova sempre sotto la cenere del Degrado Economico

F2i ce la facciamo noi ............ EUTELIA ?

La società finanziata dal Tesoro 

F2i

 

 

A maggio 2011 il consorzio F2I (87.5%)-IMI Investimenti (12.5%) ha rilevato il 100% di Metroweb, società di telecomunicazioni che gestisce 330mila km di fibra ottica, coprendo un`area di oltre 2,7 milioni di abitanti prevalentemente nel comune di Milano e parzialmente nel resto della regione Lombardia. Il valore dell'operazione è di 436 milioni.

ora in prima linea dopo che Telecom aveva affondato il progetto del ministro Romani. Ruolo chiave alla Cassa depositi e prestiti

di ALDO FONTANAROSA


ROMA - Paolo Romani, ministro dello Sviluppo economico,.....CONTINUA....

giovedì 29 settembre 2011

RESTITUITECELA ....ora BASTA!!!!!!!!!!!!!

http://cripae.blogspot.com/2011/09/restituitecela-ora-basta.html

29 Settembre dedicato a Eutelia

venerdì 23 settembre 2011

Comunicato esito Bando di Vendita

http://cripae.blogspot.com/2011/09/23092011-comunicato-esito-bando-di.html

mercoledì 21 settembre 2011

-2gg Andiamo verso il giorno dei giorni




Tienimi su la luce
Fatti vedere meglio
Fare l’amore o sesso
Qui non è più un dettaglio
Baciami la fortuna
Baciami le parole che sai già
Baciami il sangue mentre gira
Sei arrivata apposta
Come ci frega l’amore
Dà degli appuntamenti
E poi viene quando gli pare
Soffia su questo tempo
Tienilo acceso sempre tu che puoi

Che andiamo verso il giorno dei giorni
Senza più limiti
Il giorno dei giorni
Fino a quel giorno voi non svegliateci

Tienimi su la vita
Cosa combina l’amore
Vivere i suoi effetti
E non sentirsi coglione
Ogni minuto è pieno
Ogni minuto è vero se ci sei

Che è già partito il giorno dei giorni
Fatto per vivere
Il giorno dei giorni
Tutto da fare e niente da perdere
Il giorno dei giorni
Senza più limiti
Il giorno dei giorni
Attimi e secoli
Lacrime e brividi

Balla
Eutelia come la terra
Eutelia come la guerra
Eutelia come la pace
Eutelia come la croce
Eutelia come la voce
Eutelia come sai
Eutelia come puoi
Eutelia come la sorte
Eutelia come la morte
Eutelia come la vita
Eutelia come l’entrata
Eutelia come l’uscita
Eutelia come le carte
Eutelia come sai
Eutelia come puoi

Che siamo dentro al giorno dei giorni
Fatto per vivere
Il giorno dei giorni
Tutto da fare e niente da perdere
Il giorno dei giorni
Senza più limiti
Il giorno dei giorni
Attimi e secoli lacrime e brividi

Eutelia come la terra
Eutelia come la guerra
Eutelia come la pace
Eutelia come la croce
Eutelia come la voce
Eutelia come sai
Eutelia come puoi

mercoledì 14 settembre 2011

EUTELIA in SVENDITA? non ci è dato sapere quanto fu il peso dell'indebitamento in un panorama fatto di bassa capitalizzazione e PRESTITI BANCARI


Spa quotate, il cash flow resiste ma resta il nodo dell’indebitamento


ALESSANDRO PENATI


Quella scoppiata nel 2008, con il fallimento Lehman, è una crisi da eccesso di debiti: prima delle famiglie americane, poi delle banche, poi degli Stati sovrani. E le imprese? Come hanno reagito alla crisi? Quali gli effetti sulla loro struttura finanziaria, redditività e capacità di crescita? Sorprendentemente non se ne parla. Eppure, proprio dalle imprese dipende la capacità dell'economia di uscire dalle secche.
Per rispondere a questi quesiti, ho analizzato i bilanci di tutte le società italiane quotate, escluse le banche, le assicurazioni e le holding di partecipazione (meri contenitori di imprese), dal 2005 a oggi. La scelta delle società quotate è quasi obbligata: sono le uniche a comunicare i dati tempestivamente (circa la metà ha già reso noto la semestrale 2011), a redigere i bilanci in modo uniforme e trasparente (tutte usano i criteri contabili Ias dal 2005), e a dover compilare il rendiconto finanziario, documento fondamentale per capire la struttura finanziaria di un'azienda.
Il periodo include gli anni della ripresa e del boom di Borsa (20052007), il culmine della crisi (20082009), e l'attuale, debole ripresa (20102011). Il campione delle società analizzato dunque, varia nel tempo, a seconda della quotazione.
Prendendo l’insieme di tutte le società quotate l'effetto della crisi è stato violento: il fatturato si è contratto del 7% nel 2009, dopo quattro anni di crescita media superiore al 10%. Dopo un anno di stasi, nel primo semestre 2011 i ricavi sono tornati a crescere. Ma se anche non ci fosse rallentamento nella seconda parte dell’anno, a fine 2011 il fatturato non sarà ancora tornato ai livelli precrisi.
La reazione delle imprese alla caduta dei ricavi è stato rapido ed efficace. Il cash flow operativo, vale a dire il flusso di cassa netto generato dai ricavi meno i costi di gestione (escluso quelli figurativi), più la cassa generata dal credito dei fornitori (meno quello esteso ai clienti), è sceso da oltre il 23% del fatturato prima della crisi al 13% nel 2009, per riportarsi però già nel 2010 ai livelli precrisi (e aumentare ancora nella prima parte del 2011). Tagliando i costi alla stessa velocità della caduta dei ricavi, e modificando a proprio favore i rapporti di credito/debito con fornitori e clienti, le imprese hanno neutralizzato l'effetto della caduta del fatturato sulla loro capacità di generare cassa.
Ora, il problema è crescere. L'aggiustamento non è andato a scapito degli investimenti. Il cash flow assorbito dall'investimento (macchinari, impianti o partecipazioni), si è infatti mantenuto costante ai livelli del 2008, di poco inferiori al 7%.
La crisi ha ridotto la dimensione delle imprese, ma non la loro capacità di generare cash flow e investire. Che cosa hanno fatto della cassa generata? Nel complesso, nel periodo analizzato ne hanno distribuito il 20% come dividendi, trattenendo il resto. Questo ha permesso loro di superare crisi e ridimensionamento senza tagliare gli investimenti o aumentare l'indebitamento. Infatti, l'indebitamento netto complessivo a inizio di quest’anno era 1,4 volte il margine operativo (Ebitda): lo stesso livello dei precedenti cinque anni; e non tende a crescere nel 2011. Stessa conclusione se lo si valuta in rapporto al totale delle attività, costante in tutto il periodo a circa il 25%.
In rapporto alle sole attività tangibili, invece, l’indebitamento è arrivato al 70%, rimanendo sempre sopra il 65% nei cinque anni precedenti. Un percentuale elevatissima: il debito è a mala pena coperto dal capitale tangibile delle imprese, il cui attivo è costituito in gran parte dagli avviamenti delle partecipazioni, che rispecchia strutture societarie complesse e frammentate. Una caratteristica che accomuna grandi e piccoli, quotati e non. Si tratta di una costosa distorsione italiana, frutto dall'esigenza di delocalizzare più facilmente produzione e proprietà, al fine di ottenere una maggiore flessibilità nel mercato del lavoro e ridurre il carico fiscale; oltre che soddisfare l'indomita passione dei nostri imprenditori per la finanza.
La crisi ha però lasciato il segno sulla redditività, con gli utili scesi da oltre il 20% del patrimonio prima della crisi, a circa il 9%. Analizzando le componenti del rendimento sul capitale, il calo è dovuto sia a una compressione dell'utile netto su fatturato (dimezzatosi a circa 4,5%), sia una minore efficienza del capitale (il fatturato è sceso da circa 2,5 volte a meno di due volte il patrimonio). La redditività potrà essere recuperata solo con una crescita del fatturato che permetta di avvantaggiarsi delle economie di scala.
Il dato complessivo mescola giganti e nani, e può fornire un quadro distorto della realtà. Nelle tabelle qui in pagina riporto quindi i dati per la "società tipo" di grandi dimensioni (il dato mediano delle società nel primo quartile per capitalizzazione), che capitalizza mediamente 3 miliardi; e quella rappresentativa delle piccole (dato mediano dell'ultimo quartile), che in media capitalizza 60 milioni. Si noti che la tipica "piccola quotata" è anche rappresentativa dell'universo delle medie imprese non quotate, come si evince dal confronto coi dati dell'indagine Mediobanca sulle medie imprese, fino all’ultimo anno disponibile (2008).
Il quadro per grandi e piccole è simile ma con importanti differenze. L'effetto della crisi è stato più traumatico per le piccole (11% crollo del fatturato, contro 3%), che sono però riuscite ugualmente a reagire: la capacità di generare cash flow operativi e tagliare i costi è stata simile, come pure l'utilizzo della cassa generata internamente per evitare l'aumento dell'indebitamento o la riduzione degli investimenti.
La redditività del capitale di entrambe le categorie ha sofferto, pur avendo recuperato nella prima parte di quest'anno. L'enorme differenza sta nel livello assoluto della redditività: per le piccole è molto meno della metà che per le grandi, sia prima che dopo la crisi. La spiegazione: margini risicati, una minore efficienza del capitale (più capitale impiegato per unità di fatturato), e più alta pressione fiscale. Pur essendo state capaci di gestire la crisi senza indebolire la struttura finanziaria, le nostre "piccole quotate" dovrebbero ora cercare un aumento dimensionale e prodotti a margini più elevati, per assicurarsi efficienza e redditività necessarie per guardare con tranquillità al futuro.
Il costo del lavoro è l'ultima importante differenza. Per entrambe è in costante discesa rispetto al fatturato. Non è determinante per i risultati aziendali delle grandi (12,5% nel 2010, meno del cash flow operativo) ma lo è per le piccole: pur diminuito stabilmente dal 2005, rimane al 20% fatturato, e conta per il triplo del cash flow operativo.
In questa crisi del debito, le società italiane, complessivamente, non sono una fonte di rischio: avendola superata senza indebolire la loro struttura finanziaria e capacità di generare cash flow. Ma se vogliono preservare per il futuro questa solidità, tre sono gli imperativi: crescita dimensionale per guadagnare economie di scala; più innovazione di prodotto per aumentare i margini; e maggiore semplificazione dei gruppi societari.
(Ha collaborato Marco Botta)

martedì 13 settembre 2011

Entro il 2020 circa 20-50 miliardi di apparecchi saranno interconnessi tra di loro.

Tlc: Telekom Austria Group Fonda Societa' M2m Per Interconnessioni
asca


martedì, 13 settembre 2011 - 12:48

(ASCA) - Roma, 13 set - Telekom Austria Group ha fondato una societa' controllata per l'area di business M2M (Machine to Machine Communication) che in questi giorni sta entrando nella sua piena operativita'. Telekom Austria Group M2M GmbH - si legge in una nota - operera' come centro di competenza del Telekom Austria Group per tutte le tematiche relative al settore M2M. ''Con il M2M siamo all'inizio di un percorso denso di prospettive. Tra qualche anno sara' assolutamente normale per automobili, elettrodomestici e dispositivi di assistenza essere connessi online. In questa innovativa area di business ci collochiamo, in anticipo sui tempi, come promotori'', dichiara Hannes Ametsreiter, direttore generale di Telekom Austria Group e di A1. La nuova societa' M2M si concentrera' nella fase iniziale su otto settori principali: industria automobilistica, elettronica d'intrattenimento, salute, logistica e trasporti, commercio al dettaglio e sistemi di pagamento, sicurezza e sorveglianza, automazione industriale ed energia. ''Telekom Austria Group e' da parecchi anni un partner affidabile per le soluzioni nel campo della comunicazione rivolte ai clienti aziendali nell'Europa centro-orientale - sottolinea Bernd Liebscher, amministratore della Telekom Austria Group M2M GmbH -, l'ampio know-how maturato nel settore della comunicazione di dati e dei sistemi di fatturazione sara' ora da noi sfruttato per una nuova area di attivita' in forte ascesa''. Il mercato M2M e' all'inizio di un'importante fase di espansione. Gli esperti prevedono che entro il 2020 circa 20-50 miliardi di apparecchi saranno interconnessi tra di loro. Con il termine M2M si definisce una comunicazione di dati che si svolge con procedure automatizzate tra apparecchi finali e una piattaforma d'informazione centralizzata. Possono per esempio essere trasmesse informazioni di stato come la temperatura di un container refrigerato, informazioni sull'ubicazione di veicoli o segnalazioni di allarmi in caso di scostamenti dal range di funzionamento normale.

Grafico Eutelia ? NO GRAFICO TELECOM ITALIA !!!!!!!!!!!!!!

TELCO FALLITA??? E I POVERI DETENTORI DI POLIZZE GENERALI???

giovedì 8 settembre 2011



Testo di On the Turning Away Pink Floyd

On the turning away

From the pale and downtrodden

And the words they say

Which we won't understand

"Don't accept that what's happening

Is just a case of others' suffering

Or you'll find that you're joining in

The turning away"


Testo trovato su http://www.testitradotti.it

It's a sin that somehow

Light is changing to shadow

And casting it's shroud

Over all we have known

Unaware how the ranks have grown

Driven on by a heart of stone

We could find that we're all alone

In the dream of the proud



On the wings of the night

As the daytime is stirring

Where the speechless unite

In a silent accord

Using words you will find are strange

And mesmerized as they light the flame

Feel the new wind of change

On the wings of the night



No more turning away

From the weak and the weary

No more turning away

From the coldness inside

Just a world that we all must share

It's not enough just to stand and stare

Is it only a dream that there'll be

No more turning away?



Sul voltare le spalle

A chi è pallido e oppresso

Ed alle parole che essi dicono

Che non capiremo

"Non accettate che ciò che sta accadendo

sia una sofferenza solo altrui

o vi ritroverete uniti a chi

volta le spalle"


Testo trovato su http://www.testitradotti.it

E' un peccato che in una qualche maniera

La luce si stia tramutando in ombra

E gettando il proprio velo

Su tutto quel che abbiamo saputo

Ignari di come i ranghi siano cresciuti

Portati avanti da un cuore di pietra

Potremmo scoprirci tutti soli

In un sogno d'orgoglio



Sulle ali della notte

Mentre il giorno si risveglia

Laddove un popolo muto

Unito in un tacito accordo

Usando parole che troverete insolite

E ipnotizzato mentre accendono la fiamma

Sentite il vento nuovo del cambiamento

Sulle ali della notte



Niente più voltar le spalle

A chi è debole e sfinito

Niente più voltar le spalle

Al gelo che c'è dentro

Solo un mondo che tutti quanti dobbiamo condividere

Non basta restare fermi e guardare

È solo un sogno che si possa in futuro

Non voltare più le spalle?

lunedì 5 settembre 2011

Se Eutelia fosse vera Asta ?

Tlc: Gara Frequenze 4g, Superati 2,9 Mld In Quarta Giornata
agi


lunedì, 5 settembre 2011 - 20:46


(AGI) Roma - Quarta giornata di rilanci per l'asta delle frequenze 4G: soono stati superati i 2,9 miliardi di euro. Si e' infatti conclusa alle 18.20, la quarta giornata di asta per l'assegnazione delle frequenze in banda 800, 1800, 2000 e 2600. Nel corso di 13 diverse tornate, sono stati effettuati 16 rilanci, sia per acquisire blocchi di frequenze in banda 800 sia in quella 2600, portando un incremento totale di 630.492.329 euro rispetto alle offerte iniziali, ovvero circa 407 mln di euro in piu' rispetto a venerdi'. L'importo totale di incasso sale, al momento, a 2.933.599.493,60 euro.

Falliti ed Occupati .....Mal comune mezzo Gaudio


FALLITI
Btp pesanti, spread sfiora 360, dubbi mercato su azione governo
OCCOUPATI
Borsa Milano: polizia tenta sgombero

Samuele non saprebbe far meglio

martedì 30 agosto 2011

EUTELIA WIKIPEDIA

EuteliaDa Wikipedia

Eutelia S.p.A. in A.S.
Nazione Italia
Tipologia Società per azioni
Borse valori
Borsa Italiana: EUT

Fondazione 2004
Sede principale Arezzo
Settore
Telecomunicazioni

Prodotti
VoIP, ISP

Sito web www.eutelia.it

Eutelia S.p.A. in A.S. è un operatore telefonico di Arezzo con reti proprie che si pone sul mercato italiano come il 5º operatore di telecomunicazioni, per infrastrutture e servizi.

Indice
1 Storia
1.1 Il Crollo
1.2 Il Blitz dei finti poliziotti
2 Consiglio d'Amministrazione
3 Servizi
4 Rete
5 Principali partecipazioni
6 Azionariato
7 Dati economici e finanziari 2009
8 Dati societari
9 Fonti
10 Collegamenti esterni


Storia
Il nome Eutelia viene impiegato per la prima volta dal 1 gennaio 2004 inizialmente come brand per la commercializzazione di prodotti e servizi di telecomunicazione offerti dalla società aretina Plug It.

Tale soggetto era stato fondato nel 1998 come internet provider da Samuele Landi con l'aiuto economico di fratelli, zio e cugini per diventare nel 1999 un operatore telefonico di rete fissa. Nel 2003 fatturava circa 300 milioni di euro l'anno.

Nell'agosto 2003 Plug It acquista per 1 euro EdisonTel S.p.A., società nata nell'aprile 2000 come controllata di Edison per offrire servizi voce, servizi internet e trasmissione dati, utilizzando tecnologie sia di rete fissa che mobile, portando con sé una dote di 5.500 chilometri di infrastruttura di rete in fibra ottica, che si sommano ai 1.500 di Plug It. L'assieme delle due aziende porta il fatturato di gruppo a 600 milioni di euro circa. La società Edisontel perdeva però circa 10 milioni di euro al mese e l'allora AD Samuele Landi intraprese un percorso di internalizzazione di tutte le attività in outsourcing, portando al risanamento dell'azienda in appena 12 mesi ed il mantenimento di tutti i posti di lavoro.

Il 2 marzo 2004 Plug It ed EdisonTel si fondono in un'unica entità societaria, dando vita ad Eutelia S.p.A..

Nel 2005 Eutelia acquisisce la societa Nts già quotata alla Borsa di Milano ed attraverso un "reverse merge" la societa Eutelia risulta inserita nel listino della Borsa di Milano. Nel 2006 Eutelia acquisisce prima Getronics Italia e subito dopo Bull Italia e dai 450 dipendenti che aveva si trova con ulteriori 1850 dipendenti di cui il 50% in Cassa Integrazione ed una trattativa sindacale aperta per il licenziamento definitivo di 900 di essi. Seguendo il modello di successo che aveva risanato Edisontel in breve tempo, l'Ad Samuele Landi, ritiro' tutto il personale dalla Cassa Integrazione, interruppe la trattativa per il licenziamento collettivo di 900 dipendenti ed inizio' il processo di internalizzazione di tutte le attività investendo sul personale con milioni di euro in corsi di formazione. Il processo di internalizzazione ebbe un primo periodo di ampio successo con un pareggio del primo anno di attività del ramo acquisito e la successiva decisione del Cda di procedere alla fusione all'interno della stessa Eutelia. In seguito a dissidi con i soci di maggioranza, l'allora Ad Samuele Landi rinunciò alle sue deleghe ed ad ottobre 2007 venne nominato amministratore delegato, Felice Marano. Dopo pochi mesi Marano rassegno' le dimissioni ed ad aprile 2008 venne nominato Presidente con piene deleghe operative, Pizzichi Leonardo. Samuele Landi restò nel Cda fino ad ottobre 2008 ma risulta dalle comunicazioni Consob che abbia venduto tutte le azioni di Eutelia in suo possesso e poi sia emigrato all'estero. Il ritiro delle commesse esternalizzate a molte cooperative ed aziende vicine a politici di sinistra, comportò fin dal 2006 un dura guerra sindacale che cercò e parzialmente ci riuscì a fare terra bruciata ad Eutelia nelle commesse pubbliche, generando nel 2008 un periodo di crisi.

Il Crollo Nel settembre 2009, quando l'azienda è ormai in netta crisi,trascorsi in aluni casi 4 mesi senza il pagamento dello stipendio, i dipendenti della Eutelia (nel frattempo in parte trasformata in Agile), decidono di occupare in segno di protesta la sede romana di via Bona. Fanno seguito, nel giro di pochi giorni, tutte le altre sedi (in particolare Napoli e Milano). Pur in lotta con la proprietà, i dipendenti continuano ad assicurare i servizi minimi, primi fra tutti quelli erogati ad enti di pubblica utilità e alle forze dell'ordine: Eutelia ha infatti un portafoglio clienti che comprende la Questura di Roma, il Ministero deglil Interni, Poste Italiane, la Rai, solo per citarne alcuni.

Il Blitz dei finti poliziottiNella notte fra il 9 ed il 10 novembre 2009, si consuma l'evento che cambia il corso della storia dei dipendenti Eutelia, la cui occupazione fino a quel momento è stata in gran parte trascurata da tutti i media, pur riguardando la sorte di quasi 2000 lavoratori. All'interno dello stabile romano di via Bona, dove nel frattempo, a turno, si trasferiscono anche i dipendenti delle altre sedi, si trova anche un giovane giornalista della Rai, Federico Ruffo, figlio di uno dei dipendenti Eutelia che sta realizzando un reportage sul silenzio dei media sulla crisi economica. Poco prima delle 5 nello stabile fa irruzione un gruppo di 15 uomini con la divisa della società di vigilanza ed alcuni borghese.Tentano uno sgombero lampo: secondo quanto racconteranno gli occupanti e il giornalista, i 15 si presentano come poliziotti e, dopo aver svegliato a suon di grida invitano tutti ad andarsene. In molti casi chiedono perfino di esibire i documenti di identità. Proprio grazie durante il controllo del documento, mentre quasi tutti gli occupanti stanno per lasciare il palazzo, Ruffo si accorge che qualcosa non quadra. " Quando mi sono qualificato come inviato della Rai- racconterà il giornalista in molte interviste - mi hanno chiesto il documento, io l'ho esibito e a quel punto la persona che avevo davanti ha dovuto abbassare la torcia, permettendomi di vedere la divisa, che non era assolutamente quella della polizia! Quando gli ho chiesto di mostrarmi un tesserino di riconoscimento, l'uomo si è voltato gridandomi di andare via. Così l'ho seguito, continuando a chiedere un documento, ma era ormai chiaro che quella gente non era della polizia". Ruffo, che intanto ha avuto la prontezza di accendere la propria telecamera e iniziare a registrare, avverte tutti del fatto, gli occupanti si rifiutano di lasciare l'edificio. Ne nasce un duro faccia a faccia (immortalato dalla telecamera) tra il giornalista, i dipendenti e i 15 finti poliziotti, tra i quali gli occupanti riconoscono improvvisamente l'ex Amministratore Delegato di Eutelia, Samuele Landi. I 15 uomini sono guardie private ingaggiate da Landi per tentare lo sgombero della sede romana dopo 5 mesi di occupazione abusiva e nessun intervent da parte della Procura di Roma. Solo l'arrivo della polizia evita a Landi il linciaggio. Successivamente [1] ed il Ruffo denunciato per falsa testimonianza in base al filmato originale sequestrato dalla Digos in cui si sente come si accorda con un altro occupante per dichiarare il falso. Il Ruffo nel suo profilo Facebook, cita testualmente:"Ogni mezzo e' lecito per raggiungere il fine.".
In seguito al ricorso del Pubblico Ministero, il 1 giugno 2010 il Tribunale di Arezzo ha dichiarato lo stato di insolvenza di Eutelia basando il commissariamento su una verifica fiscale pur non accertata definitivamentenominando quali commissari giudiziali Daniela Saitta, Francesca Pace e Gianluca Vidal. A seguito dello stato di insolvenza, le azioni di Eutelia sono sospese a tempo indeterminato.

Nel maggio 2010 i vertici societari di Eutelia sono stati accusati di aver drenato dalla compagnia 33 milioni di euro (più 3 milioni di sterline), dirottati in Svizzera tramite false fatturazioni. Inoltre sono imputati di non aver contabilizzato la cessione del ramo d'azienda relativo ai numeri telefonici a valore aggiunto, alla società Voiceplus S.r.l., per un valore di 62 milioni di euro, valore calcolato dalla Guardia di Finanza senza alcun elemento a supporto.

Con l’accusa di bancarotta fraudolenta, otto ex manager di Agile-Eutelia e Omega sono stati raggiunti il 9 luglio da altrettanti mandati d’arresto nell’ambito dell’operazione coordinata della procura di Roma e condotta in tutta Italia dalla Guardia di Finanza. Come riporta La Nazione del 10 luglio 2010 in un articolo a firma di Salvatore Mannino, avrebbero distratto 11 milioni e 700mila euro più altri crediti della società per un valore pari a 5 milioni e 529mila euro ed avrebbero concorso a cagionare il dissesto della società con una pluralità di operazioni dolose tra loro coordinate e teleologicamente orientate alla spoliazione di Agile. Il 17 febbraio 2011 il Gup del Tribunale di Roma ha accolto il patteggiamento presentato dal Pubblico Ministero e dagli avvocati degli imputati, ed ha emesso quattro condanne, tutte con i benefici della sospensione della pena. Leonardo Pizzichi: condannato a un anno e tre mesi; Pio Piccini: condannato a un anno e otto mesi; Marco Fenu: condannato a un anno e sette mesi; Salvatore Cammalleri: condannato ad un anno e sette mesi

Il 29 marzo il Gup Annamaria Loprete del Tribunale di Arezzo ha disposto il rinvio a giudizio di Samuele Landi per presunta evasione fiscale[2]. Samuele Landi è l'unico dei vari manager coinvolti che non ha patteggiato dichiarandosi sempre innocente.

Consiglio d'Amministrazione Essendo l'azienda in stato di amministrazione straordinaria, il CdA è formato dai commissari giudiziali Saitta, Pace e Vidal

Servizi
L'offerta di servizi voce, dati e internet, comprende anche la fornitura di fonia VoIP, con il marchio "Skypho" che da maggio 2007 è diventato "EuteliaVoip", con sistema tariffario "ricaricabile" che prevede oneri fissi e consente di ottenere numerazioni di rete fissa gratuitamente.
Proprio il servizio VoIP in Italia trova in Eutelia un nodo fondamentale poiché ad oggi si appoggiano sull'azienda anche numerosi provider minori di servizi VoIP per l'instradamento effettivo delle chiamate.

Nel 2009 vince il progetto banda larga nelle zone rurali Regione Toscana nelle Provincie di Massa, Lucca, Arezzo e Pistoia portando connettività nelle zone non coperte dal servizio ADSL con il servizio Eutelia Wireless in tecnologia wireless conforme ai protocolli protocolli 802.11a e 802.11h proponendo servizi ricaricabili e postpagati con velocità fino a 7 mega con bande garantite fino a 2 Mb/s. Tramite questa tecnologia, Eutelia realizza una connessione Wireless per navigare su Internet mediante una trasmissione radio nella gamma di frequenza 5 GHz. Nelle zone raggiunte dalla rete di accesso Wireless Eutelia attiva il servizio attraverso la predisposizione di un terminale radio che collega la sede del Cliente con l’antenna Eutelia più vicina, in un raggio di copertura medio di 10 km.

Rete
La rete Eutelia si estende per circa 12800 chilometri su tutto il territorio italiano al quale vanno aggiunti circa 2200 chilometri coperti da ponte radio a 2,5 Gbit/s di cui 1800 per garantire la copertura del Sud Italia.
Su territorio italiano sono presenti 43 POP (point of presence) a cui se ne aggiungono 11 situati in diverse località europee: 3 a Londra, 1 a Francoforte, Stoccarda, Praga, Bratislava, Budapest, Vienna, Bucarest, Sofia, Kiev.
Eutelia S.p.A è presente in 13 città italiane con una MAN (Metropolitan Area Network) per un totale di circa 1100 chilometri di cavi. La rete è composta per la maggior parte da fibre ottiche e per l'ultimo miglio fa largo uso di tecnologie radio.

Principali partecipazioni
Molisecom S.p.A. - Isernia (Italia) - 89%
Acamtel S.p.A. - La Spezia (Italia) - 50%
Amtel S.p.A. - Legnano (Italia) - 39%
Netcom Liberia - Monrovia (Liberia) - 36,5%
[modifica] AzionariatoFinital - Finanziaria Italiana S.p.A. - 22,196%
F. Finanziaria S.r.l. - 5,273%
Situazione aggiornata al 7 aprile 2010 secondo comunicazioni Consob.[3]

Dati economici e finanziari 2009
Ricavi: 78,11 milioni di euro
EBIT: 27,8 milioni
Utile: 36,8 milioni
Indebitamento finanziario netto: 142,89 milioni
Debiti commerciali: 234,24 milioni
Partecipazioni: 21,94 milioni
Dati societari
Ragione sociale: Eutelia S.p.A. in A.S.
Sede legale: Via Calamadrei, 123 - Arezzo
Partita Iva, Codice Fiscale, Registro Imprese di Arezzo: 12787150155
Capitale sociale: 34.017.380
Fonti
1.^ [1] tutti gli occupanti gli uffici di Eutelia vengono condannati per occupazione abusiva di proprietà privata
2.^ ansa.it
3.^ Azionisti rilevanti di EUTELIA SPA - Consob
http://www.borsaitaliana.it
http://www.consob.it
Bilancio Eutelia S.p.A. al 31.12.2007 reperibile su eutelia.it
Marketpress.info
Key4biz.it
Key4biz.it
Corriere.it
AGCM.it
La Nazione.it
Informamolise.com
Corrierecomunicazioni.it

lunedì 22 agosto 2011

Ricevute 11 manifestazioni di interesse con offerte non vincolanti si passa alla fase finale


Eutelia, undici gruppi ai nastri di partenza Mistero sulla cordata internazionale
Oltre all'ormai nota offerta aretina spiccano Amalviva, Fastweb e Tiscali

Mark De Simone della cordata aretina 'Pier della Francesca'Arezzo, 19 agosto 2011 - Un gruppo internazionale targato Europa e tante società del settore comunicazione: forse troppi i concorrenti, che hanno fatto un passo in avanti e hanno manifestato il loro interesse per l’acquisto di Eutelia. C’è da credere che alcuni abbiano presentato una disponibilità fittizia soltanto per conoscere le potenzialità di un concorrente, che domani, al massimo domani l’altro, rientrerà a gonfie vele nel mercato e potrà diventate un colosso con cui scontrarsi......... continua ..

domenica 10 luglio 2011

L'affondo di Telecom in Brasile

L'affondo di Telecom in Brasile

A.Ol.Cronologia articolo09 luglio 2011

Telecom chiude la trattativa brasiliana per Aes Atimus alla cifra prevista: 1,
6 miliardi di reais, pari a circa 700 milioni di euro. Dalla Companhia brasiliana de energia, il gruppo presieduto da Franco Bernabè rileverà la rete in fibra ottica di 5.500 chilometri che copre l'area urbana allargata di San Paolo e Rio De Janeiro, le aree più ricche del paese sudamericano. Posizionandosi in questo modo sulla parte tecnologicamente più evoluta della rete, dopo essere stata costretta, anni fa, ad uscire dal capitale dell'operatore di telefonica fissa Brasil Telecom.
L'acquisizione «è finalizzata al rafforzamento della presenza in Brasile», un mercato «strategico, dove cresceremo e abbiamo una solida posizione competitiva», ha spiegato il presidente esecutivo Franco Bernabé, sottolineando che l'operazione ha una valenza «industriale e infrastrutturale» e consentirà «un'integrazione molto rapida e con ritorni di gran lunga superiori a quelli previsti».
Il prezzo concordato – che sta entro i limiti autorizzati dal consiglio di Telecom Italia – è pari a 12 volte l'Ebitda attuale delle due società proprietarie dell'infrastruttura – Eletropaulo Telecomunicaçoes e Aes Communications Rio de Janeiro – e a 11 volte l'Ebitda atteso per quest'anno, ma è previsto che l'operazione consenta risparmi in termini di Opex e Capex dell'ordine di 1 miliardo di reais nell'arco di un triennio, cosicchè – calcolano gli analisti – il multiplo rettificato per tener conto delle sinergie sprigionabili si riduce a 7 volte. La nota Telecom spiega infatti che l'operazione permetterà a Tim Participaçoes, holding delle attività brasiliane, di rafforzare lo sviluppo della rete mobile grazie a collegamenti in fibra ottica delle stazioni di trasmissione, permettendo di estendere e accelerare i servizi di broadband mobile e di beneficiare di sinergie tramite l'internalizzazione dell'infrastruttura di accesso di Aes, facendo venir meno l'esigenza di affitto dei collegamenti da altri operatori.
Attualmente i ricavi di Aes Atimus sono di 211 milioni di reais con un margine Ebitda del 63%, ma secondo il vertice Telecom la capienza della rete (trattandosi di fibra ottica, virtualmente illimitata) è ancora poco sfruttata e si conta perciò con l'integrazione, come era stato fatto con Intelig (l'operatore long distance acquisito carta contro carta nel 2009), di poter aumentare considerevolmente introiti e utili. Il track record è positivo perchè negli ultimi cinque anni Aes Atimus è cresciuta al ritmo del 18% all'anno.
L'acquisizione sarà pagata interamente in contanti dalla controllata brasiliana guidata da Luca Luciani, ma, è stato spiegato, non è stato ancora deciso come finanziarla. Possibile comunque qualche dismissione minore da parte del gruppo Telecom, che non significa La 7. Il vincolo resta però quello di non condizionare il cammino di rientro del debito del gruppo che – a livello di posizione finanziaria netta – era di 31,5 miliardi nel 2010 e dovrà scendere a 29,5 miliardi per fine anno.
Già la settimana prossima il direttore finanziario Andrea Mangoni sarà in Brasile per mettere a punto i dettagli dell'operazione, che è ancora subordinata alle necessarie autorizzazioni societarie e delle autorità competenti: il processo dovrebbe concludersi nel quarto trimestre di quest'anno. Il venditore è stato seguito dal Banco Itaù, Telecom da Mediobanca e dalla banca d'affari locale Btg Pactual.
In Borsa il titolo Tim Partipaçoes – quotato al Novo Mercado di San Paolo – stava guadagnando a metà seduta l'1,3% in controtendenza, mentre Telecom ha seguito l'andamento al ribasso di Piazza Affari cedendo il 2,2% a 0,883 euro, frenando comunque la caduta che per l'indice Ftse-Mib delle blue chip è stata del 3,47%.
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I NUMERI

1,6 miliardi
Il costo di Aes Atimus
A tanto ammonta in reais (700 milioni di euro) il prezzo di Aes Atimus, (gruppo Companhia brasiliana de energia) che verrà pagato da Telecom Italia.Attualmente i ricavi di Aes Atimus sono di 211 milioni di reais. Il prezzo concordato è pari a 12 volte l'ebitda attuale delle due società proprietarie dell'infrastruttura (Elettropaulo Telecomunicaçoes e Aes Communications Rio de Janeiro).
5.500
La rete in chilometri
La società brasiliana Aes Atimus possiede una rete in fibra ottica di 5.500 chilometri e che copre l'area urbana allargata di San Paolo e Rio De Janeiro. Il suo acquisto da parte di Telecom Italia servità al rafforzamento in un mercato (quello brasiliano) considerato strategico.

martedì 21 giugno 2011

Cloud Italia punta a Eutelia per portare il cloud alle Pmi

Cloud Italia punta a Eutelia per portare il cloud alle Pmi
Un'iniziativa imprenditoriale, un modello che affida a un unico soggetto di rischio rete, datacenter e servizi e che punta a non disperdere il patrimonio di Eutelia. Il ruolo di Finmeccanica, quello di ItWay.

MTDM e DC

20 Giugno 2011
Un progetto cloud che guarda in modo specifico al mondo delle piccole e medie imprese e della Pubblica Amministrazione, valorizzando asset importanti del nostro patrimonio nazionale.

Questa, in sintesi estrema la progettualità che ha guidato la nascita di Cloud Italia, la realtà fondata da Mark De Simone, un passato in Olivetti, Lucent, 3Com, Hp, Cisco, Cordys, e che soprattutto ha portato l'azienda a fungere da capocordata del gruppo Piero Della Francesca, che intende rilevare Eutelia.

Tra i partner di Cloud Italia figurano anche Pier Giorgio Rossi, esperienze nel ruolo di Cfo in Fiat, Olivetti, Marconi, Ericsson, e Paolo Bottura, un passato in Ibm, Memorex Telex, Cisco, Siemens, Telecom Italia, Esa Sftware e attuale Country Manager in Cordys, mentre in Piero Della Francesca importante è il ruolo della stessa Cordys, di società di private equità, di fondi finanziari e di Finmeccanica.

"In questi anni - spiega Mark De Simone - mi sono reso conto che soprattutto il mercato delle Pmi ha bisogno di essere servito molto più semplicemente sia nell'ambito delle tlc, sia in quello dei servizi It".
Un approccio più semplice, secondo De Simone, che ricalca una visione condivisa con altri player, Cisco in primis:"La rete, il datacenter, i servizi e le applicazioni, tutti erogati in modalità as a service da un unico soggetto".
In questo caso, la rete sarebbe quella di Eutelia, il datacenter di Cloud Italia e le applicazioni includerebbero servizi "in the cloud" specifici per il mercato delle piccole e medie imprese.

Target Pmi
Il lavoro specifico verso le aziende di piccole e medie dimensioni è l'elemento che maggiormente differenzia, nella visione di De Simone, l'approccio di Cloud Italia dalla proposta Nuvola Italiana di Telecom Italia, a suo avviso più idonea a un mondo di imprese più grandi e strutturate, nelle quali sia forte la presenza di un Cio.
"Nel nostro caso, invece, partiamo con un bouquet di una quarantina di applicazioni da noi testate e garantite. Applicazioni semplici, dalla prima nota alla logistica, dalle note spese dei dipendenti a tutto quanto vi possa essere di trasversale nelle imprese di quelle dimensioni. Il tutto offerto a un costo per utente inferiore di circa il 70% rispetto a quello previsto con le modalità di offerta tradizionali".

Negli obiettivi di De Simone, Cloud Italia deve diventare una sorta di supermarket, una vetrina per i fornitori di prodotti e servizi italiani che vogliono indirizzare il mercato delle piccole e medie imprese.
"Il cloud è un modello erogativo, nel quale rete, datacenter, Iaas e Paas sono riuniti sotto un unico cappello. Fanno cioè capo a un unico soggetto di rischio che garantisce contro i possibili outage. Non a caso il nostro Sla includerà tutti i livelli di fruizione. Il nostro obiettivo è garantire il massimo controllo sul servizio, che sarà certificato Six Sigma".

Il modello di mercato
Per quanto riguarda il go-to-market, il differenziale sarà rappresentato dall'utenza indirizzata.
Per la Pubblica Amministrazione, partner ideale sarà Finmeccanica, mentre per il mondo delle imprese il canale è ancora da costruire.
Importante, in questo caso, è invece il ruolo di ItWay, parte anch'essa della cordata, alla quale verrà affidato il compito di indirizzare un mercato potenziale fatto di oltre 2000 rivenditori con un'offerta di prodotti e soluzioni da proporre secondo un nuovo modello as a service, nel quale alla tradizionale licenza si sostituisce ad esempio una cedola mensile.
"Verso le Pmi andremo con un modello two tier, anche se poi l'attivazione di tutti i servizi avverrà via Web. Come Cloud Italia ci occuperemo del supporto commerciale, mentre Italtel opererà in veste di integratore".

Che ne sarà di Eutelia
Quanto a Eutelia, il piano prevede l'assorbimento dei 420 dipendenti attuali, sia nella sede di Arezzo, sia nei datacenter di Roma e Milano.
"Ci stiamo muovendo così come prevede la Legge Prodi Bis, che impone cinque passaggi fondamentali. In primis un'offerta, che è quella che abbiamo presentato. Poi il mantenimento dei dipendenti e delle sedi, supportato da un piano industriale coerente e da partner finanziari solidi. Credo che tutti i requisiti siano in questo caso rispettati".
Il piano di De Simone si articola su un arco di cinque anni e prevede ulteriori assunzioni per centinaia di persone, per rafforzare sia l'area dello sviluppo software sia quella delle vendite.

Tutto questo prevedendo che il piano per acquisire Eutelia vada in porto.
E in caso contrario?
"Ci sono altre reti disponibili sul mercato italiano. Cercheremo altrove".

mercoledì 15 giugno 2011

Tlc: gara frequenze, a settembre maxi rata (MF)

Tlc: gara frequenze, a settembre maxi rata (MF)
15/06/2011
MILANO (
MF-DJ)–Niente indennizzo per le tv locali che libereranno le frequenze occupate dopo il giugno del 2012 e prima maxi rata da oltre un miliardo di euro da pagare entro settembre di quest’anno. Sono le due mosse a sorpresa del governo al fine di accelerare l’asta dei Mega Hertz tlc che dovra’ far incassare allo Stato oltre 3 miliardi di euro (secondo le stime piu’ recenti del ministro dello Sviluppo, Paolo Romani) con il contributo decisivo delle societa’ di telecomunicazioni, Telecom Italia in primis, che proprio di quelle frequenze hanno un effettivo bisogno per i tablet e gli smartphone. In particolare, si legge in un articolo di MF, la mossa, ideata dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti e non ancora formalizzata, e’ stata illustrata ieri al comitato dei ministri che si occupa del bando, ed e’ considerata decisiva per convincere i network regionali a scendere a patti con il governo, che ha promesso ai piccoli tycoon dell’etere un rientro di 240 milioni di euro. Come importante e’ anche la scelta dell’esecutivo di dilazionare nel tempo il pagamento da parte delle societa’ telefoniche, che pero’ dovrebbero mettere sul piatto, a gara avvenuta e quindi entro il 30 settembre 2011, quasi il 50% dell’importo totale e quindi oltre un miliardo e mezzo di euro, versando poi il resto a rate quando avranno la disponibilita’ effettiva delle frequenze. Perche’ questa improvvisa accelerazione? Secondo le indiscrezioni raccolte da MF-Milano Finanza, la scelta del governo di incassare prima del tempo parte degli introiti della gara per le frequenze e’ dovuta a necessita’ di finanza pubblica, legate alle ristrettezze chieste dalla stessa Unione europea in questo periodo di crisi del debito sovrano.

sabato 11 giugno 2011

Il Comitato Interministeriale in stand tune on Broad Band 2,4mld entro 30 settembre già a bilancio

La “Banda Larga” diventa la scusa per ricostruire il Monopolio di Stato sul settore piu' importante dell'Economia e Informazione Nazionale?

Mark De Simone, co-fondatore e socio di Cloud Italia Srl spiega in modo chiaro ed esplicativo il problema della Banda Larga....

La “Banda Larga” diventa la scusa per ricostruire il Monopolio di
Stato sul settore piu' importante dell'Economia e Informazione
Nazionale?

di Mark De Simone, co-fondatore e socio di Cloud Italia Srl.
Si parla molto di Banda Larga in questi giorni. Ed a ragione.
Ormai da decenni il World Economic Forum insieme alla Unione
Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU) hanno dimostrato che la
competitivita’, il benessere e la trasformazione di una Nazione e’
direttamente legata al fattore “connettivita’” che permette di semplificare
sia le transazioni che le interazioni tra persone e tra gruppi di persone e
che semplifica le complesse interazioni tra persone e gruppi di persone
con le informazioni.
Non a caso, negli ultimi 15 anni, abbiamo osservato la nascita e
l’evoluzione dell’Internet con portali web, eCommerce, eGovernment,
social networks, e proprio in questi ultimi due anni il mondo del Cloud
Computing e dei modelli di business Cloud che continueranno a portare
produttivita’ agli individui, alle aziende ed alle organizzazioni pubbliche.
La materia base per questa evoluzione e’ l’accesso alla banda larga ed
ultra-larga.
Ma cos’e’ questa banda larga ed ultra-larga? Semplicemente espressa,
e’ la capacita’ di collegarsi con applicazioni e ........segue............

lunedì 6 giugno 2011

L’estate calda della banda larga Calabrò: "Accordo entro settembre"

Sappiamo che avete il Chiodo fisso di EUTELIA :-) siete bravissimi a non nominarla....



L’estate calda della banda larga Calabrò: "Accordo entro settembre"

Domani potrebbe essere una tappa decisiva per le nuove reti in fibra ottica in Italia: i quattro amministratori delegati di Telecom, Vodafone, Wind e Fastweb si incontreranno a Milano. Non è l’ennesima puntata del Tavolo Romani,...............

Gamberale ricorda Eutelia vale non meno di 600 mln€

Gamberale torna in "rete" con 2 miliardi da investire

Per investire sul greenfield serve
un fondo da almeno 3 miliardi di euro. Qualunque cifra inferiore non sarebbe sufficiente per realizzare quelle infrastrutture che ancora mancano all’Italia, a cominciare dal tanto discusso ponte sullo Stretto di Messina che il Governo promette da anni. E su questo non ha dubbi Vito Gamberale, numero uno di F2i, l’unico fondo infrastrutturale italiano, che però ha deciso di investire sulle reti già esistenti, le cosiddette brownfield. Infrastrutture da potenziare, da migliorare o da rilanciare con un’ottica temporale di lungo periodo tra i 10 e i 15 anni.

Proprio come per l’investimento in Metroweb, la rete di fibra ottica del comune di Milano: un’operazione da 436 milioni di euro chiusa, insieme a Intesa Sanpaolo, sul filo di lana battendo la concorrenza di Clessidra in tandem con gli operatori telefonici Wind e Vodafone.
«Ha vinto alla fine il progetto industriale – dice Mauro Maia, senior partner del fondo – e la volontà di continuare a investire sulla rete per arrivare a una verticalizzazione completa». Per portare quindi la fibra ottica in tutte le case dei milanesi senza fermarsi al tombino davanti al palazzo. Nella partita dovrebbe entrare, con una quota di minoranza, Fastweb (che ha risolto i suoi dubbi relativi alla tariffa d’affitto) e più avanti forse anche Telecom Italia che – per il momento – preferisce muoversi a fari spenti per evitare polemiche con altri operatori. Metroweb non ha intenzione di chiudere la porta a chi voglia farsi avanti, ma è evidente che avrà un occhio di riguardo per Fastweb e Telecom Italia che insieme garantiscono oltre l’85 per cento del fatturato complessivo della società. Sul fronte finanziario, al fondo infrastrutturale interessa la possibilità di replicare il business della rete veloce in tutta Italia «ovunque ci sia alta densità di popolazione» spiega Maia. E il primo obiettivo è la fibra messa sul mercato da Iren, dopo la fusione tra Enia e Iride.

giovedì 2 giugno 2011

EUTELIA AGLI EUTELIANI

1 GIUGNO 2010 => 1 GIUGNO 2011
UN ANNO DI EUTELIA IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA
ora ridate EUTELIA AGLI EUTELIANI

mercoledì 1 giugno 2011

F2i punta al polo della fibra ottica, parla Vito Gamberale

Dopo tredici anni Vito Gamberale torna al mondo delle tlc. L'inventore di Tim e della telefonia mobile italiana, col suo fondo F2i, muove alla conquista delle reti di telefonia e internet. Primo obiettivo: Metroweb, la rete a banda larga del comune di Milano. Ma non sarà un colpo isolato. Dopo il capoluogo lombardo (dove sarà socia di A2A), le intenzioni sono di allargare il raggio ad altre città, comprando altre reti metropolitane, e creare un polo della fibra in Italia.

Nell'immediato ci sono le reti di Brescia, Bergamo, Parma e Torino. Con due terzi del capitale investito, il primo (e finora unico) fondo infrastrutturale italiano destinerà risorse sul progetto delle reti: i primi contatti saranno avviati con proprio con A2A e Iren.

Era metà degli anni '90 quando Telecom Italia lanciò l'incompiuto progetto Socrate, l'ambizioso piano di cablatura delle città italiane. Ora dopo venti anni l'idea di quel disegno torna d'attualità, in altri modi e declinazioni: F2i, in tandem col socio Intesa Sanpaolo e supportata da Imi e Mediobanca come sponsor finanziari, ha messo sul piatto un'offerta da 436 milioni per Metroweb, valutandola 10 volte il margine operativo lordo. Della partita farà parte anche la società «cugina» Fastweb, principale affittuario della rete Metroweb, che rileverà una quota di minoranza della società guidata da Alberto Trondoli. «Abbiamo investito in Metroweb perché è la rete più avanzata che c'è attualmente in Italia – commenta a caldo il manager parlando al Sole 24 Ore – e abbiamo anche fatto un affare perché in pratica l'abbiamo pagata 423 milioni di equity».

Stirling Square e A2A, i due soci venditori che avevano chiamato Lazard e Rhino Capital per l'operazione, hanno accettato l'offerta di F2i-Intesa, preferendola a quelle del fondo francese Antin e della cordata Clessidra-Wind-Vodafone che pure avrebbero rialzato l'offerta nel fine settimana. Ma A2A non uscirà del tutto da Metroweb perché rimarrà azionista col 25%, dopo la conversione di un prestito. E proprio il legame con le municipalizzate è la chiave di volta della strategia di F2i. «Le utility – osserva Gamberale – hanno reti metropolitane di proprietà e che possono essere oggetto di uno spin-off: a noi interessano questi asset, i cavi dove già passa o dove faremo passare, la fibra ottica».

Con la stessa A2A, di cui sarà socia in Metroweb, F2i intende intavolare trattative per le reti di Brescia e Bergamo; mentre la partecipazione in Mediterranea delle Acque, consente di avere come interlocutore Iren e quindi puntare alle reti in fibra di Parma, Genova, Piacenza e Torino. «Non possiamo sperare di avere la potenza della Telecom di quindici anni fa, ma Metroweb può diventare l'avamposto per un polo della fibra ottica in città selezionate».

La domanda di banda larga, che sembrava essere destinata al binario morto alcuni anni fa quando tutti puntavano sull'Adsl, è in continuo aumento. Nato nel 2007 e partito due anni più tardi nel 2009, F2i ha ricalcato alla perfezione il cursus honorum del manager abruzzese: il fondo ha investito in energia (la rete gas Eon), trasporti (l'aeroporto di Napoli) e, ora, tlc. Il filo rosso in tutti i casi è stato quello di riportare sotto l'ombrello di «capitali istituzionali italiani quelle infrastrutture finite in mano straniera».



F2i: Gamberale, puntiamo a polo fibra ottica (Sole)
ROMA (MF-DJ)--"Siamo pronti a trattare con A2a e Iren per le loro reti metropolitane".

Lo ha detto a Il Sole 24 ore l'a.d. di F2i, Vito Gamberale, all'indomani dell'acquisizione di Metroweb, effettuata insieme a Intesa Sanpaolo.

"Le utility - ha proseguito - hanno reti metropolitane di proprieta' che possono essere oggetto di uno spin-off: a noi interessano questi asset, i cavi dove gia' passa o dove faremo passare la fibra ottica. Metroweb puo' diventare l'avamposto per un polo della fibra ottica in citta' selezionate". L'obiettivo prefissato era anche quello di riportare sotto l'ombrello di "capitali istituzionali italiani quelle infrastrutture finite in mano straniera", ha concluso. red/vs


(END) Dow Jones Newswires

June 01, 2011 03:33 ET (07:33 GMT)

Copyright (c) 2011 MF-Dow Jones News Srl.

Metroweb: ceduta da A2A e Stirling Square a F2i e Imi Investimenti

Metroweb: ceduta da A2A e Stirling Square a F2i e Imi Investimenti -2-
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MARTEDI' 31 MAGGIO 2011
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 31 mag - Metroweb e' stata costituita nel 1997 da AEM SpA (con il nome Citytel) con lo scopo di realizzare e gestire reti di telecomunicazione a banda larga. L'infrastruttura realizzata da Metroweb e' oggi accessibile da tutti gli operatori di telecomunicazione e costituisce un patrimonio infrastrutturale di grande rilevanza per tutti i cittadini di Milano. Dall'origine dell'operazione Citytel/Metroweb, A2A a fronte di esborsi monetari totali di circa 10 milioni di euro, ha sinora realizzato incassi pari a circa 85 milioni di euro. L'odierna operazione, si legge nel comunicato, viene effettuata sulla base di un enterprise value di Metroweb pari a 436 milioni di euro, che rappresenta un multiplo superiore a 10 volte l'Ebitda 2010. Metroweb, ad esito di tale operazione sara' detenuta da azionisti italiani che ne definiranno un nuovo piano industriale volto a diffondere il modello di business della societa' ad altre realta' metropolitane, ad iniziare da quelle del nord Italia. Gli accordi raggiunti non alterano i diritti del Comune di Milano all'utilizzo gratuito di una quota della fibra ottica gia' installata nel suo territorio. Com-red (RADIOCOR) 31-05-11 07:55:11 (0038) 5 NNNN

venerdì 20 maggio 2011

ANCOR PRIMA UN DEBITO VERSO GLI AZIONISTI

ANCOR PRIMA UN DEBITO VERSO GLI AZIONISTI :Ieri sera Su Teletruria nella trasmissione di "Cafè bollente" Il caso EUTELIA
http://www.teletruria.com/
Nella questione EUTELIA c'è da risolvere

ANCOR PRIMA UN DEBITO VERSO GLI AZIONISTI IN CHI PER PRIMO HA INVESTITO E CREDUTO Notevole l'interesse, l'attenzione e gli impegni assunti dai vari Soggetti Istituzionali ed Imprenditoriali rivolti alla soluzione del caso Eutelia, uno fra tutti ha spiccato certamente il profilo del Manager Mark De Simone di Cloud Italia impegnato ad aggiudicarsi la gara per l'acquisto di Eutelia.
In modo esemplare egli ha saputo manifestare la sua convinzione sulle qualità e potenzialità attuali e future di Eutelia, ha saputo trasmettere credibilità sul futuro dell'Azienda, nello studio televisivo ha saputo raccogliere la fiducia e lo spirito di rivalsa che giace in ognuno di Noi che condivide il raggiungimento dei propri obbiettivi con quelli di EUTELIA, insomma si è dimostrato un vero LEADER..... il conduttore televisivo ha persino riconosciuto le Sue potenzialità di concorrenza a Sindaco, tutti rassicurati immediatamente dallo stesso Sindaco Fanfani, riconfermato al primo turno, presente in studio affermando che il problema non si porrà per un pò di anni....
Anche Noi del Cripae da sempre abbiamo desiderato un condottiero, un trascinatore già nelle gestioni precedenti alla crisi.
Poi finalmente in trasmissione si è giunto al punto più concreto e sincero quando si parla di economia di Aziende e di lavoratori: gli Investimenti.
Senza quest'ultimi, è stato evidenziato dal rappresentante industria locale e riconosciuto dai partecipanti, NON E' POSSIBILE FARE IMPRESA, e dato che il tempo è denaro/costi, bisogna far presto, per procedere alla vendita EUTELIA e tuelare gli interessi degli acquirenti.

Fin qui nulla da eccepire ma chiedo a questi Signori intelletualmente onesti:

Che differenza c'è tra il denaro degli Acquirenti prossimi proprietari ed i Nostri risparmi ?

di CHI E' EUTELIA ? PARLO DEL RESTANTE 70% del Capitale Sociale !!!!!
CHI HA INVESTITO E CREDUTO IN EUTELIA PRIMA DI VOI ?

E' CERTAMENTE INIQUO, INGIUSTO, IMMORALE, SCORRETTO, PRIVARE DEL DIRITTO SACRO DELLA PROPRIETA' DELL'INVESTIMENTO IN EUTELIA VERSO CHI FINORA HA SOLO SOSTENUTO LA CRESCITA E LO SVILUPPO DI CIò' CHE EUTELIA OGGI E', GRAZIE AI NOSTRI RISPARMI TRADITI.
EUTELIA HA INVESTITO PIù DI 600MLN DI EURO IN QUESTI ULTIMI 10 ANNI SENZA CHE I PICCOLI AZIONISTI ABBIANO MINIMAMENTE GIOVATO DI ALCUN BENEFICIO ED ORA COME LI SI VORREBBE LIQUIDARE?

I PICCOLI AZIONISTI PROPRIETARI DI EUTELIA CONTINUANO AD AVER FIDUCIA

E' DOVEROSO da parte di Tutti considerare una PARTE che E' PROPRIETARIA DI EUTELIA AL 70%:

- Ha investito e messo i propri risparmi e Capitali già in Eutelia in tempi addietro finanziando le infrastrutture che ora tutti vorrebbero.
- Ha subito scelte imprenditoriali che sanno molto di Sociale (assunzione di 2000 dipendenti in età molto avanzata con commesse pubbliche non profittevoli) e poco ImprenditorialI
- Ha subito espropri da Revoca Fallimentare (vedasi EDA)
- Ha subito illegittime occupazioni della Proprietà Privata (vertenze sindacali)
- Ha subito danni per appropriazioni indebite da accertare (vertenze penali)
- Ha subito multe ed espropri Fiscali per attività illegali da cui certo i Piccoli Investitori non ha tratto vantaggio
- Ha subito presunti danni da Posizioni dominanti di mercato da competitors oligopolistici (Vertenza di risarcimento danni a Telecom Italia)
- Ha subito una Amministrazione Straordinaria per dichiarazione di insolvenza sul presunto Passivo ancor da determinare
- Ha subito una gestione Commissariale che non ha certo favorito il normale sviluppo imprenditoriale
- Ha assistito compostamente alle varie vicessitudini in Eutelia
- Ha subito le disattese ultime Delibere Assembleari ed il diniego all' AdC
- Non ha tutt'ora ricevuto nessuna garanzia su come e quanto parteciperà al rimborso per la presunta Vendita col Bando di gara di Eutelia.
- Tra alcune settimane si vedrà l'anniversario di A.S.

Quale STATO DI DIRITTO potrebbe permettere un ULTERIORE DEFINITIVO

mercoledì 18 maggio 2011

Che vinca il migliore ....

"Piero della Francesca" pronto a rilevare Eutelia
Il progetto portato avanti dalla cordata composta da Cloud Italia e un fondo di private equity di J-Hirsch prevede, nei primi due anni, investimenti fino a 100 milioni di euro. Accordi industriali con Finmeccanica, Italtel e Itway. Prossima la pubblicazione del bando di gara
Entra nel vivo il piano di salvataggio di Eutelia. Secondo quanto riporta Milano Finanza “la prima offerta sta per arrivare sul tavolo dei commissari straordinari Daniela Saitta, Francesca Pace e Gianluca Vidal” mentre il “bando di gara per la cessione delle rete in fibra del gruppo aretino sarà pubblicato in tempo brevi”.

Finora l’unica offerta ufficiale è quella della cordata “Piero della Francesca” di alcuni manager attivi nelle Tlc che prevede accordi industriali con Finmeccanica, Italtel e Itway; il progetti si avvale del sostegno finanziario di J-Hirsch e Unicredit e investimenti per 90-100 milioni.

“Vogliamo rilevare e rilanciare il ramo Tlc di Eutelia – spiega a MF, Mark De Simone ex top manager di Cisco e capofila del progetto – Il nostro obiettivo è trasformare l’azienda nel primo campione nazionale di servizi cloud rivolti alle Pmi.

L’iniziativa Piero della Francesca prevede che la rete di Eutelia verrà acquisita dalla società Cloud Italia, partecipata al 58,2% da De Simone, da Pier Giorgio Rossi (ex manager di Olivetti e partner del progetto) e dal fondo private equity di J-Hirsch che metteranno a disposizione le risorse per il rilancio e la tutela dei 420 dipendenti.

Nei primi anni sono previsti investimenti complessivi tra 90-100 milioni per rafforzare le attività di Tlc con il mondo cloud. “Svilupperemo – prosegue De Simone – accordi industriali e sinergie con aziende di primo piano come Finmeccanica, Itway e Italel. Finmeccanica ci sosterrà come partner tecnologico sul fronte dei servizi per le Pmi”.

Fino ad oggi non c’è nessun concorrente alla cordata Piero della Francesca anche se negli scorsi mesi si sono fatti in nomi di Tiscali e Infracom come soggetti potenzialmente interessati.
Secondo le stime la rete Eutelia vale circa 70-80 milioni.


18 maggio 2011

martedì 17 maggio 2011

Le Istituzioni che intenzioni avranno per il futuro EUTELIA ?

Che intenzioni avranno con Eutelia?
Tlc/ Romani: Ormai ci siamo,poche settimane per intesa banda larga
Bertoluzzo: Si sta facendo lavoro di buona qualità

Inserito 5 ore fa da TMNews

L'accordo sulla banda larga, per la condivisione delle infrastrutture passive potrebbe arrivare tra qualche settimana. Lo ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, nel corso del suo intervento a un convegno alla bibilioteca del Senato. "Ormai ci siamo", ha detto il ministro spiegando che abbiamo ancora "qualche settimana di discussioni". Il tavolo nasce dal memorandum di intesa siglato da ministero e operatori a novembre scorso sulla condivisione delle infrastrutture passive per la rete a banda ultralarga ed è nella fase di definizione del business plan. "Non penso - ha detto il ministro - siamo lontani da una soluzione. La grande novità è che lo stato mette a diposizione un grande investimento infrastrutturale con la Cdp". "Si faranno insieme i cavidotti - ha aggiunto - per creare un'infrastruttura che dovrà arrivare ovunque. Ci vorranno circa 8 miliardi per collegare il 50% della popolazione a 100 Mb". Per Romani inoltre l'Italia su questa strada è più avanti di altri paesi: "il modello italiano rischia di diventare modello per altri". Secondo il ministro infine il digital divide si è ridotto e si è passati da 7,8 milioni di abitanti che ancora non hanno una rete ad alta velocità a 5 milioni. "Non credo - ha aggiunto - ci siano aree a fallimento di mercato. Da questo punto di vista dove c'è domanda c'è offerta". Cauto ottimismo sulle prospettive del tavolo anche da parte del numero uno di Vodafone, Paolo Bertoluzzo: "Si sta facendo un lavoro di buona qualità".


Banda larga: Kroes, investimenti in UE da 270 mld

(Teleborsa) - Roma, 17 mag - Lo sviluppo della banda larga in Europa avrà un investimento di oltre 270 mld di euro. Lo ha affermato Neelie Kroes, commissario europeo responsabile dell'Agenda digitale, come si apprende da una nota sul sito della Commissione UE.

La Kroes ha parlato della necessità dell'espansione della banda larga per l'economia e l'ICT dell'Euro Zona.

E qnti Km poseranno a Udine con 230mln€?
Banda larga: dorsale di fibra ottica da Tavagnacco a Udine sud

Fibra ottica per le imprese del Distretto delle tecnologie digitali da Nord a Sud di Udine. La giunta comunale di Udine ha approvato oggi da un lato la bozza di convenzione tra Asdi (Di.Te.Di), e i Comuni di Udine, Tavagnacco e Reana del Rojale, dall’altro ha dato il via al progetto preliminare dell’opera di realizzazione di una dorsale in fibra ottica per un importo complessivo di 230 mila euro.


“Si tratta – spiega l’assessore all’Innovazione ed E-governement, Paolo Coppola – di un ulteriore passo in avanti verso la completa cablatura di tutto il territorio comunale con la fibra ottica. Un progetto, il cui bando verrà pubblicato entro giugno e che porterà Udine ad essere il primo capoluogo di provincia ad essere completamente cablato in Italia, nonché uno degli esempi migliori in questo ambito in tutta Europa”.

Per arrivare a questo obiettivo, quindi, prosegue il progetto triennale 2009-2011 per la rete telematica a banda larga per collegare in fibra le aziende di Udine a quelle di Tavagnacco nell’ambito del Di.Te.Di.. “Un progetto – prosegue Coppola –, che rientra nel piano del Comune di Udine e che porterà la fibra ottica in tutte le case e in tutte le aziende città”.

Non appena i Comuni di Tavagnacco, Reana e il consiglio di amministrazione del Di.Te.Di approveranno la bozza di convenzione passata in giunta a Udine, partiranno dunque i lavori che dovranno terminare entro il 2011. Come già ricordato, l’opera costerà 230 mila euro di cui 160 a carico del Comune di Udine e 70 mila a carico del consorzio Di.Te.Di. con finanziamento regionale.



Telecom, spazi limitati aumento investimenti banda larga-Moody's
lunedì 16 maggio 2011 16:49


MILANO, 16 maggio (Reuters) - Moody's ritiene che alcuni gruppi di telecomunicazione, tra cui Telecom Italia (TLIT.MI: Quotazione), abbiano spazi contenuti, nella loro categoria di rating, per aumentare gli investimenti nella banda larga.

Queste società "hanno meno spazi nelle loro categorie di rating per un aumento del debito e potrebbero trovarsi a limitare o ridurre la distribuzione di dividendi", dice Moody's in un report.

Moody's prevede Capex per finanziare la crescita della rete "in aumento dall'attuale rapporto capex/fatturato sotto il 15% a circa il 18% o più elevato".

Oltre a Telecom Italia (Baa2, stabile) Moody's cita come società che sono nella stessa situazione: Telekom Austria AG (A3, negativo), Telekom Slovenije (Baa1, negativo) ed Hellenic Telecommunications Organisation SA, or OTE (Ba1, rating in revisione per un possibile downgrade).

Ricevere Fax Gratis via Email con Eutelia Voip

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1 – Andiamo su www.euteliavoip.com e clicchiamo su EuteliaF@x. Se ancora non l’avete fatto, è necessario procedere alla registrazione di un numero EureliaVoip. La registrazione è gratuita e vi consentirà di attivare un numero telefonico virtuale su cui poi potrete ricevere i vari fax.

2- A questo punto, alla voce Accesso utente, inseriamo i dati con cui ci siamo registrati per procurarci il numero VoIP. Clicchiamo, quindi, sul pulsante Entra e clicchiamo sulla voce Attivazione, presente nel pannello di sinistra, per scegliere il numero da usare per ricevere i fax.

2 – Dal menu Numerazioni disponibili scegliamo il prefisso che vogliamo utilizzare e proseguiamo. Ci vengono proposti una serie di numeri. Scegliamo quello che più ci piace e che vogliamo utilizzare come Fax e premiamo sul pulsante Conferma. Ora continuiamo con Configura.

mercoledì 4 maggio 2011

CRIPAE: La Sede Eutelia di Roma 14.600mq non meno di 25mln...

CRIPAE: La Sede Eutelia di Roma 14.600mq non meno di 25mln...: "Chi conosce il valore commerciale al mq di 7.600 di uffici su 4 piani, 3.480 mq di laboratori e 3.600mq di parcheggi in Tiburtina a Roma ? ..."