Lettera aperta del CRIPAE - FIERI A VITA per il Nostro Contributo .

Lettera aperta del CRIPAE per Eutelia Nel dubbio VotateVi sempre!!! Partiamo dal problema sociale più sentito in questi giorni nostri. La crisi economica che deriva dalla crisi Finanziaria e di Capitali che si riversa poi sui numeri dell’occupazione. Ma qui in Eutelia la situazione è diversa Il Capitale c’è, è Italiano ed è stato messo soprattutto con i Risparmi dei Piccoli Azionisti per più di 2⁄3 ed è stato Patrimonializzato in Azienda Eutelia. Abbiamo letto su alcune relazioni che in questi anni abbiamo investito 600mln€. Lo abbiamo fatto con i nostri risparmi nulla a che vedere con finanza creativa, siamo un azionariato popolare italiano. La nostra iniziativa imprenditoriale e quindi il nostro Capitale rappresenta un baluardo per la tutela dei Vostri posti di lavoro il Nostro Comitato riunisce i Piccoli Azionisti che da sempre hanno creduto e sono fieri di aver investito per infrastrutturare il nostro paese nell Asset fondamentale per crescita e sviluppo: La banda larga, la Rete in fibra ottica di Eutelia. Fin dal primo momento abbiamo capito che la tutela del Vostro lavoro e quindi del Nostro Investimento passa attraverso lo sfruttamento dell'Asset strategico della Rete in fibra ottica di Eutelia. Insomma non abbiamo scoperto nulla, Chi ha studiato un pò di economia conosce bene quali siano i Fattori della Produzione: la TERRA , il LAVORO ed il CAPITALE nelle proporzioni di Vostro gradimento. Speriamo che con Terra crescano migliori frutti. Purtroppo questi ultimi anni abbiamo vissuto parecchie disavventure che hanno evidenziato tutte le possibili negatività di questa azienda ma un elemento sono convinto sia stato di esperienza positiva : la Formazione del Gruppo, quella professionale rimane indiscutibile. Solo chi lavora in evidente stato di difficoltà porta con se un'esperienza sicuramente pesante ma che deve essere un bagaglio di conoscenze da cui attingere per il futuro. Come un marinaio che va per mare, solo quando si trova nei momenti pericolosi capisce l’importanza di avere uno scafo robusto e quale sia il bene prezioso che si possa perdere, qui sicuramente tutti i componenti hanno percepito il valore dello stare insieme e di remare per la stessa via. Quindi sicuramente finora i fattori Capitale&Lavoro non sono mancati , oggi speriamo di imbarcarre con Noi Imprenditori già del settore che vogliano aiutarci a condurre insieme questa Nave Eutelia, Tutta insieme senza scialuppe di salvataggio privilegiate. Son convinto che sapranno farlo al meglio, utilizzando le risorse umane di Chi ha costruito Eutelia in questi anni, perchè parlano la stessa lingua ed hanno stessi valori culturali e umani, famiglia ed impresa. I primi ad investire su di Noi dobbiamo essere sempre Noi stessi, i veri protagonisti del Nostro futuro, non Ci si può tradire. Nel dubbio VotateVi!!! Auguriamo a tutti Noi un futuro sostenibile di sviluppo e crescita. Torneremo nelle posizioni che Eutelia merita. Grazie Il Cripae P.s. sono graditissimi i commenti e riflessioni questo spazio va inteso anche come un contributo per i dipendenti Eutelia di tutte le sedi affinche possano responsabilizzarsi in un momento particolare

domenica 28 febbraio 2010

Con maggiori Carichi si ritorna Finanziariamente Agile ...pronti per lo scatto finale


POSIZIONE FINANZIARIA NETTA DEL GRUPPO EUTELIA
(valori espressi in milioni di Euro)
31 gennaio 2010 (51,6)
Si segnala che, facendo seguito a quanto comunicato al mercato in data 17 febbraio 2010 su richiesta di Consob, la posizione finanziaria netta ricomprende anche i debiti finanziari che sono stati oggetto del Contratto di Cessione di Ramo d’Azienda al Gruppo Omega del 15 giugno 2009, per un importo complessivo di Euro 6,7 mln, e, relativamente ai quali, in caso di insolvenza del cessionario, la Società potrà esercitare il diritto di rivalsa.

Nb
dal proforma del 17 feb 2010 si evince :
Le passività finanziarie a rettifica della posizione finanziaria netta, pari ad euro 6.816 migliaia, sono
classificate all’interno della voce passività destinate alla vendita. Detto importo è composto per euro
3.479 migliaia da un mutuo immobiliare relativo ad un immobile facente parte del ramo ceduto, per
euro 2.549 migliaia da debiti a breve verso banche e per euro 788 migliaia da debiti per leasing
finanziari.

EUTELIA spesso denigrata, ma forse non tutti sanno che.......

Non è bello fregiarsi per atti di beneficenza ma neanche lasciarli nell'oblio.... comunque trattasi di EUTELIA e mi fa piacere esserne Socio.

”Forse non sarà per oggi, forse non sarà per domani, ma è bene che sia nel tuo cuore. E’ bene che tu ci provi.”

Magari non riuscirai a vederlo. Il sogno può anche non realizzarsi, ma è comunque un bene che tu abbia un desiderio da realizzare. E’ bene che sia nel tuo cuore.

( Martin Luther King, Sogni non realizzati,1968)

venerdì 26 febbraio 2010

MERCATO LIBERO veramente istruttivi !!!!

MERCATO LIBERO

UNA TASSA PATRIMONIALE?

Ho preso spunto da un bell'articolo riportato su Phastidio per questa nota di OTTIMISMO MATTUTINO.....

I nostri politici e i giornali ci raccontano che in Italia siamo fortunati perchè le famiglie sono poco indebitate e hanno una riccheza immobiliare e mobiliare gestita oculatmente. Inoltre le banche italiane sono poco esposte alle tempeste internazionali.

NOI ITALIANI SIAMO MEGLIO DEGLI ALTRI?

La somma di debito pubblico e privato italiani è inferiore a quello di molti dei paesi EUROPEI.
E' VERO, MA: ai fini della solvibilità del paese, è il debito pubblico quello che conta.

Facciamo un esempio pratico. Ipotizzate di avere un paese con un elevato rapporto debito-Pil, diciamo intorno al 120 per cento. Questo paese da oltre un quindicennio cresce poco e nulla, per una serie di concause tra le quali possiamo citare un mercato del lavoro molto rigido, un quadro istituzionale avverso alla crescita, una spesa pubblica non solo incomprimibile ma pure in strisciante espansione, che costringe a continui aumenti della pressione fiscale. Ad un certo punto, e dopo una serie interminabile di condoni fiscali, necessari per tenere assieme i conti pubblici, i mercati iniziano ad alzare il sopracciglio, avanzando dubbi circa la capacità di rimborso del paese debitore.

Secondo voi, che può fare l’innominato paese del nostro esempio, considerato che circa metà del suo debito pubblico è detenuto da residenti, andando peraltro ad ingrossare il florido patrimonio privato? Idea: una bella patrimoniale, di quelle che compensano attività e passività. In fondo, questo misterioso paese ha molto debito pubblico ma robusta ricchezza privata, no? Naturalmente questa sarebbe una soluzione di breve termine, e finirebbe solo con il rinviare la resa dei conti, in perdurante assenza di crescita.

Morale della favola:

Il patrimonio e i debiti sono valori fondamentali. MA, TUTTO DIPENDE DALLA SOSTENIBILITA' DEL DEBITO (la sostenibilità è funzione della crescita economica del paese, del PIL e dei redditi.)

Altrimenti......il debito tende ad aumentare e il PIL tende a stagnare o a scendere....bruciando lentamente ma inesorabilmente il patrimonio.

E ALLA FINE ADDIO ITALIA........IL PUNTO DI NON RITORNO SI AVVICINA.

PIU' CASSA INTEGRAZIONE PAGHIAMO IN ASSENZA DI ENTRATE STATALI E PIU' IL PAESE SI IMPOVERISCE.

A proposito, le rimesse degli immigrati sono in aumento nel 2009. Ovvero piu' povertà per il sistema italia.

RICORDATEVI , CI SONO TUTTE LE PREMESSE MACROECONOMICHE PER IL DEFAULT ITALIA (O EURO).

per il momento l'euro si deprezza. Se non sarà sufficiente a salvare la baracca....saremo costretti ad alzare i tassi d'interesse per attrarre capitali, alzando le tasse e riducendo i servizi offerti dallo stato (spostando l'onere alle famiglie., come la eventuale privatizzazione dell'acqua)

IL TERZO MILLENNIO, PER L'EUROPA E PER L'ITALIA E' IN DIREZIONE : TERZO MONDO!

E INTANTO I RISPARMI VENGONO BRUCIATI OGNI GIORNO.

BENZINA A 1,35

Si avvicina a prezzi similari a quando il petrolio stava a quasi il doppio di oggi!

Chi si ricorda il costo per un litro di benzina quando il greggio arrivò a 140 dollari? Sono passati solo 20 mesi da allora e con il greggio a 78 dollari siamo a 1,35.

NE VEDREMO DELLE BELLE.

Intanto 30.000 persone sono entrate in cassa integrazione in Italia. MA IN BRASILE GLI OPERI FIAT LAVORANO, LO STESSO DICASI PER LE ALTRE JOINT VENTURE DI FIAT IN GIRO PER IL MONDO.

E QUESTA SAREBBE L'ITALIA DELLA RIPRESA ECONOMICA PROMESSA DA POLITICI E BANCHIERI?

SPREAD BTP BUND 93 PUNTI BASE CONTRO GLI 87 DI IERI

Aria pesante...

IN PERIFERIA D'EUROPA SI RESPIRA ARIA CATTIVA!

6 commenti

Cos' fan tutte parte 2°: Telecom Italia !!!???? Eutelia!!!! ma chi aveva 120mila dipendenti e questanno ne ha tagliati almeno 7mila?

Telecom è un’azienda privata che al 30 giugno 2009 dichiarava tredici mila milioni di Euro di ricavi, un utile netto di 964 Milioni, un EBTDATA di 5.670 MLN (11.367 MLN al 31 dicembre 2008). In Italia, le linee TIM (ovvero, il numero di schede SIM in circolazione) sono 32,6 milioni, di cui si stima che almeno un terzo sia effettivamente funzionante (le altre sono le cosiddette “linee dormienti”, ovvero schede fornite con i cellulari nuovi che spesso finiscono dimenticate in un cassetto). Sul telefono fisso parliamo di circa 15 milioni accessi cosiddetti “retail” (al dettaglio, residenziali-privati) e circa 6 milioni accessi “whosale” (all’ingrosso, aziendali). L’offerta Alice Casa (45€ al mese) conta 350.000 clienti (lo fate voi il calcolo del guadagno mese/anno? aiutino: EUTELIA TLC(Oggi rappresenta un’azienda di telecomunicazioni con circa 300 milioni di fatturato, oltre 300.000 clienti e una
rete proprietaria di oltre 14.000 km di infrastrutture, quotata in borsa e con un azionariato diffuso superiore al
65%.
:) ). Il personale in servizio per gestire questo colosso è di circa 60 mila dipendenti 80.ooo nel 2007. (Quando Telecom era ancora un’azienda di Stato, o nel 2006 erano circa il doppio 120.000).


Comunque (se Mister Quintarelli non ha sbagliato i conti):

* Personale -8,9%
* Ricavi -5,6%; Ricavi italiani -6,8%; Ricavi wireless: -11,2%; Ricavi fisso -1,8%
* EBITDA -0,4%; EBITDA italiano -2%
* Numero accessi di rete fissa: -7,2%
* Numero di abbonati al wireless: -11% (pulizia di conti gonfiati, parrebbe)

mercoledì 24 febbraio 2010

Samuele Landi a proposito di Fastweb e Telecom

Samuele Landi a proposito di Fastweb e Telecom

Dimensione di carattere: La redazione 24/02/2010 14:17:00
Fastweb e Telecom Italia Sparkle, tutti innocenti fino a giudizio definitivo!

Ho assistito con costernazione ed anche con rabbia per l'ingiustizia, alle dichiarazioni fatte in conferenza stampa dal Gip e dal Pubblico Ministero titolari dell'inchiesta riguardante Fastweb e Telecom Italia Sparkle.

Hanno “sentenziato” con grande soddisfazione, di aver scoperto «una delle più colossali frodi poste in essere nella storia nazionale», con ricchi dettagli sulle false fatturazioni per presunti 2 miliardi di euro con condimento di riciclaggio di denaro per conto di mafiosi.

Da esperto del settore, essendo stato amministratore delegato di importante società di telecomunicazioni quale Eutelia, posso ragionevolmente dire che non “quadrano” proprio le affermazioni del team investigativo:

- è IMPOSSIBILE in società grandi come quelle suddette, ricevere e pagare fatture basate su traffico inesistente essendoci numerosissimi controlli, quadrature e riscontri sul traffico che ha attraversato la rete, all'interno di strutture diverse e spesso sconosciute fra loro. Quindi se il traffico c'è stato non ci possono essere false fatturazioni;

- il Pm sostiene che Fastweb grazie a questo carosello avrebbe evitato di versare l'Iva, eppure Fastweb mi pare sia a credito d' Iva a causa degli ingenti investimenti effettuati e quindi non l'avrebbe comunque versata;

- in altro passaggio il Gip contraddice il Pm dicendo che alcune società “cartiere” clienti di Fastweb hanno evaso l' Iva, quindi quale sia la responsabilità di Fastweb e Telecom è incomprensibile. Non esiste infatti norma o possibilità alcuna, che una società controlli se il cliente o fornitore con cui lavora, versi regolarmente l' Iva.

- Per giustificare forse gli arresti poi raccontano di intercettazioni di presunti mafiosi per condizionare le elezioni del Senatore Nicola di Girolamo, Senatore che avrebbe semplicemente aiutato a costituire delle società all' estero. In effetti il Senatore Di Girolamo è avvocato di professione ed all'estero gli avvocati aiutano a costituire le società alla pari dei nostri commercialisti. Strana causalità è che il Senatore sia stato eletto nelle liste del Pdl e che l'inchiesta esploda a ridosso delle elezioni regionali.

La spettacolarizzazione è ignobile e vergognosa per l'Italia tutta:

- la conferenza stampa sembrava un sentenza della Corte di Cassazione, senza possibilità di appello, eppure il nostro ordinamento prevede che gli imputati siamo tutti innocenti fino a giudizio definitivo e qui, non si sono concluse ancora le indagini,non ci sono imputati ma semmai indagati;

- gli arresti preventivi sono ammessi dal nostro ordinamento in caso di gravissimi indizi di colpevolezza e solo in caso di ragionevole pericolo di fuga e reiterazione del reato;

- Scaglia sembra essere oggetto di un mandato di arresto solo per rendere attraente lo spettacolo, egli ha venduto la sua partecipazione da tempo, non ha più ruoli in Fastweb e risiede all'estero; aggiungo solo il fatto che questo Imprenditore ha incassato dalla vendita della sua partecipazione, circa 1 miliardo di euro, ed a mio giudizio dovrebbe già chiarire che non si sarebbe mai messo a fare “caroselli” d'iva con soggetti di livello evidentemente basso e distanti dalle sue indiscutibili capacità.

- In quanto all'Ad di Telecom Italia Sparkle, Stefano Mazzitelli pure arrestato, egli è universalmente riconosciuto nell'ambiente come una persona fedelissima al suo mandato e che mai si sarebbe lasciata coinvolgere in affari di questo genere. Personalmente non crederò al suo coinvolgimento neanche ad un sentenza definitiva VERA, figuriamoci ad una conferenza stampa tenuta dal solito gruppo di Pm vogliosi di apparire.

La richiesta di catastrofe:

La richiesta di interdizione dalle attività delle due società avanzata dai giudici inquisitori appare oltremodo insensata, infatti se le due società, che erogano un pubblico servizio di telecomunicazioni venissero sospese dalle attività,verrebbe causato un danno incalcolabile a milioni di imprenditori italiani:

Telecom Italia Sparkle gestisce infatti TUTTE le chiamate internazionali della rete di Telecom Italia fissa e mobile, la sua interdizione significherebbe l'impossibilità di telefonare all'estero per circa 30 milioni di clienti tra cui almeno 3-4 milioni di imprese;

Fastweb ha 3 milioni e mezzo di clienti ed almeno 800.000 clienti aziende e la sua interdizione provocherebbe il distacco dei corrispondenti servizi di telefonia ed internet al 15/20% della popolazione.

Se un Giudice deliberasse la loro interdizione sarebbe una catastrofe di proporzioni inaudite per l'intera economia italiana!

Sta per sbloccare?

Sta per sbloccare?
{ 23 febbraio 2010 } Nel giorno del terremoto giudiziario che ha colpito Fastweb, Telecom Sparkle e gran parte del management, con la richiesta formale da parte della Procura di Roma di commissariare tutte e due le società – e con il crollo in Borsa delle società indagate – arrivano ovattate anche altre notizie. In arrivo 1,4 miliardi per la banda larga.
Il Cipe sta per sbloccare 1,4 miliardi per la banda larga. Si tratta degli 800 milioni del piano Romani, a cui si sono aggiunti, in corso d’opera, altri 600 milioni, provenienti anche dagli enti locali. Lo ha detto il presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera, Mario Valducci, a margine di un convegno sul Futuro della rete, organizzato in partnership con Baia (Business Association Italy America).

Sarà la volta buona? Qui un’intervista doppia di Claudio Tucci su Banda larga e digital divide. Quale futuro in Italia?

Iva agevolata per le connessioni in rete e una Tremonti-ter per rendere più appetibile alle aziende il mercato di internet. Attenzione anche alla sicurezza telematica e, soprattutto, a ridurre il digital divide ancora esistente nel Paese: oggi 8 italiani su 10 sono senza banda larga e circa 30 milioni non utilizzano internet. Quale futuro attende quindi la rete? Lo abbiamo chiesto a Mario Valducci (Pdl), presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni, e a Sandro Gozi (Pd), membro della commissione Politiche europee, a margine di un convegno alla Camera su accesso universale e reti intelligenti, organizzato in partnership con Baia (Business Association Italy America).

Rispondono Valducci (Pdl) e Gozi (Pd).

Franco Bernabè (prima che le notizie dell’inchiesta fossero diffuse in giornata), dopo che il Sole stamattina (Il progetto di fusione Telecom-Telefonica si fa più lontano) allontanava l’ipotesi fusione (“La fusione tra Telefonica e Telecom Italia sarebbe già finita sul binario morto, anche se in Mediobanca il tema non è stato ancora archiviato.”), continuava a difendere gli investimenti e la rete di Telecom, come si può leggere sul quotidiano economico: “Approfittando della presentazione della prima relazione annuale dell’organo di vigilanza sugli impegni di Telecom sulla rete di accesso del gruppo, l’amministratore delegato Franco Bernabè è tornato ad attaccare i competitor che rimproverano al gruppo il limiti della rete”.

«Le scelte di investimento non possono e non devono in alcun modo essere influenzate da soggetti che non partecipano all’investimento»

Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere

Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere

In ogni conflitto le manovre regolari portano allo scontro,
e quelle imprevedibili alla vittoria

Se sei inattivo mostra movimento
Se sei attivo mostrati immobile

Chi è prudente ed aspetta con pazienza chi non lo è, sarà vittorioso

Quando muovi sii rapido come il vento, maestoso come la foresta, avido come il fuoco, incrollabile come la montagna
Conosci il nemico, conosci te stesso, mai sarà in dubbio il risultato di 100 battaglie
Combatti con metodi ortodossi, vinci con metodi straordinari
I Soldati vanno trattati innanzitutto con umanità, ma controllati con ferrea disciplina. Questa è la strada per la vittoria
Un risultato superiore consiste nel conquistare intero e intatto il paese nemico. Distruggerlo costituisce un risultato inferiore
Punirne uno per educarne cento

martedì 23 febbraio 2010

Così Fan Tutte...... Eutelia in effetti è un piccolo operatore in confronto....

Riciclaggio, nell'ordinanza del gip
gli «enormi» fondi neri di Fastweb e Tis

Volete Voi assicurare la redditività di un operatore infrastrutturale monopolistico, che non investe ma paga rendite al Soggetto Bancario o Straniero?

Separazione DALLA rete
Il corriere parla oggi di un "Piano B" per Telecom che in sostanza prevederebbe che Telecom faccia una sorta di One Network locale, mettendo assieme le torri wireless degli altri tre operatori e vendendo tutte le attività retail
.

Stamattina ho commentato con un laconico "Mah"; visto che mi avete scritto, preciso il mio pensiero, premettendo che sono tutte speculazioni da chi ha dormito poco..

Penso che, per come e' stato esposto, pur condividendo l'idea in linea teorica, la praticabilità sia impervia: bisogna mettere assieme le reti fisse degli altri (o almeno parte di esse), oltre alle wireless; si deve ottenere il benestare da Bruxelles (cosa che si puo' provare, occorrerebbe un pieno sostegno del governo); ci si deve accordare su che succede una volta ristabilito il monopolio infrastrutturale (reintroduzione meccanismo stile concessioni ?); si devono cedere le attività retail.

La cessione del retil impone delle scelte sul dove si colloca il margine: se nell'wholesale bisogna vedere la sostenibilità del retail, se nel retail si danno margini ai concorrenti.

Ma c'e' un altro punto ed è che anche in questo modo la redditività dell'wholesale non sarebbe garantita perchè, grazie alle normative "facilitatorie" degli investimenti, si facilitano gli investimenti di tutti.

Si dovrebbe abbattere significativamente il debito e guadagnare molta efficienza, perche' Telecom Wholesale possa funzionare. Diversamente, grazie alle norme richiamate sopra, potrebbero nascere operatori geografici, piu' efficienti perchè neocostituiti e senza legacy e soprattutto che si potrebbero accontentare di margini inferiori non dovendo ripagare un debito. E questo intaccherebbe i margini anche di Telecom Wholesale e investimenti in nuove reti (essenziali per ridurre costi nel medio termine), potrebbero non essere facilmente fattibili.

Detto in altri termini: per assicurare la redditività di un operatore infrastrutturale monopolistico, occorre proteggere normativamente questa redditività e nel contempo concordre un piano di sviluppo (ricorda le concessioni ?).
E poi, non dimentichiamo, c'e' anche da affrontare la questione degli avviamenti.

domenica 21 febbraio 2010

La parabola di Freedomland

Venditori scatenati da De Giovanni
La parabola di Freedomland ben sintetizza la sbornia tecnologica che aveva
contagiato tutti - analisti, collocatori e piccoli investitori- tra la fine degli anni 90 e l'inizio del nuovo Millennio. Il vulcanico Virgilio De Giovanni, che a 35 anni era già editore di «Millionaire» e incitava dal palco folle oceaniche di venditori multilivello, il 19 aprile 2000 quotò Freedomland con l'obiettivo di portare Internet sulle tv.
Il prezzo di collocamento della società, accompagnata in Borsa da Banca Leonardo, fu di 105 euro per azione. Una valutazione folle persino in un periodo in cui Tiscali capitalizzava più di Fiat. La net bufala, che raccolse 340 milioni dal mercato, venne scoperta presto da risparmiatori e magistrati. I primi si trovarono in mano titoli che persero quasi il 90%, i secondi aprirono un'inchiesta sui clienti gonfiati riportati sul prospetto informativo per la quotazione e il profeta di Internet venne indagato per falso in prospetto e abusivismo finanziario (ha patteggiato, ndr). Nell'arco di un decennio, l'ex internet tv è stata oggetto di Opa e contro-Opa da parte di imprenditori ingolositi dalla lauta liquidità in pancia, ha cambiato nome in Nts ed è poi approdata sotto il cappello di Eutelia (travolta a sua volta da una bufera giudiziaria).
Nel frattempo "Degio", chiamato così dai fedelissimi, ha incassato un assegno da 125 milioni per uscire dal capitale e dedicarsi a nuove iniziative imprenditoriali come il social network Dymmy. E i risparmiatori truffati? La Consob, in via solidale con Banca Leonardo, Deloitte & Touche e De Giovanni, sono stati condannati nel luglio 2008 a risarcire circa 1.700 investitori rappresentati dall'avvocato Sergio Calvetti per oltre 5 milioni. C'è tempo fino al prossimo 15 aprile per unirsi ad altri 3.500 piccoli soci, associati al Siti, che faranno causa. Finora, però, nessuno ha visto un euro.
(Manuela Brambati)

USA: banda larga per combattere la crisi

Claudio Tamburrino
venerdì 19 febbraio 2010
di Claudio Tamburrino

USA: banda larga per combattere la crisi


Servizi migliori, educazione informatica, collocamento online: tutti motivi per puntare sulla banda larga in tempo di crisi. Mentre in Italia i medici non hanno la linea per i certificati online
Roma - Negli Stati Uniti la banda larga è sinonimo di miglior preparazione al lavoro, minori costi sanitari, minori consumi elettrici. Lo scrive la Commissione Federale per le Comunicazioni (FCC), che sta per completare un piano che prevede l'ampiamento della disponibilità di Internet ad alta velocità nel paese.

Fra gli obiettivi: avere 100 milioni di case con connessioni ad alta velocità (almeno 100 megabit al secondo), migliorare i programmi di telemedicina, fornire corsi online di aggiornamento e digitalizzazione (per esempio destinati alle piccole e medie imprese) ma anche utilizzare la banda larga per "offrire maggiori opportunità di educazione", in particolare per le aree rurali e periferiche.

Per far questo, FCC con il nuovo piano intende, tra l'altro, migliorare le dotazioni delle scuole pubbliche elementari e secondarie: attualmente sono già i 97 per cento ad avere accesso a Internet, ma la velocità è insufficiente e così i servizi vanno sprecati.
Oltretutto il programma, che offre tariffe speciali agli edifici scolastici, impone che tali connessioni vengano utilizzate esclusivamente a fini educativi o in ogni caso per attività che siano "integrate, immediate e prossime all'educazione degli studenti". Il che significa che vanno completamente sprecate in orario non scolastico, durante le vacanze o nei weekend, quando le persone nei dintorni possono rimanere escluse dalla Rete.

Il nuovo piano della FCC, invece, afferma che le scuole potranno lasciare aperti i loro edifici, mettendo a disposizione tali servizi anche durante le ore non scolastiche. In questo modo le connessioni "saranno rese disponibili per corsi serali di educazione digitale, agli adulti, ai disoccupati, ai cittadini che necessitino di utilizzare servizi di egovernment e per qualsiasi altro utilizzo che le scuole ritengano utile per la comunità".

In questo mondo si dovrebbe allargare l'utilizzo dei servizi informatici, che aiuta ad abbattere numerosi costi burocratici, senza gravare sulle risorse messe a disposizione (in particolare gli 8 miliardi del Fondo universale per i servizi), ma anzi contribuendo a un lor utilizzo più efficiente.

"Specialmente in tempi di crisi economica, permettere ad un'ampia fetta della comunità di ccedere alla banda larga è essenziale - spiegala FCC - per migliorare l'efficienza burocratica e permettere a tutti di accedere alle risorse del collocamento online".


Tempi di crisi che in Italia sono stati la causa del blocco delle risorse destinate proprio alla banda larga. Il cui mancato sviluppo, si lamenta oggi il Sindacato nazionale autonomo medici italiani (Snami), rende "inefficiente ed inutile" il sistema dei certificati online. E per cui chiede un intervento deciso del ministro della PA e per l'Innovazione, Renato Brunetta. A lui i medici chiedono non già la banda larga, ma almeno la possibilità di connettersi telematicamente su tutto il territorio nazionale così da poter passare alla certificazione telematica promossa dal suo Ministero.

Claudio Tamburrino

martedì 16 febbraio 2010

WiMAX alla riscossa. Ma LTE insegue

WiMAX alla riscossa. Ma LTE insegue

Sempre più concreta la guerra commerciale tra le due tecnologie papabili per la successione ai network 3G. WiMAX fa proseliti in Europa e negli USA, LTE riscuote successi in Cina
Roma - In un futuro tutt'ora ipotetico, dicono i più, la banda larga farà soprattutto rima con le connessioni wireless di quarta generazione. E mentre in Italia è ancora complicato districarsi tra le varie offerte 3G, nel resto del mondo le due principali concorrenti allo switch generazionale verso il 4G (WiMAX ed LTE) affilano le armi: conquistano utenti e più in generale pongono le basi per un confronto commerciale che si preannuncia degno di attenzione, con auspicabili ricadute positive per le finanze degli internauti.

Tra i successi conquistati sul campo WiMAX potrà entro breve contare la interconnessione completa di San Marino, dove l'operatore Telenet ha in questi giorni avviato l'installazione delle antenne necessarie a fornire tutta la connettività wireless necessaria ai 31mila abitanti dei 60 chilometri quadrati del territorio del piccolo stato. Il network "permetterà al paese di essere più competitivo verso l'esterno e darà un notevole impulso all'egovernment", dice l'amministratore delegato di Telenet Donato Maiani.

Per ora sono state installate quattro antenne delle nove previste in totale, e la rete 4G già copre i bisogni di metà della popolazione sanmarinese. Il progetto dovrebbe arrivare al completamento entro il prossimo mese di maggio. Spostando l'attenzione dal Vecchio Continente agli States, il WiMax estende le proprie maglie anche sul problematico territorio statunitense.
Negli Stati Uniti il numero di persone coperte dal segnale WiMAX ammonta a 47 milioni (sui 620 milioni di interconnessi globalmente), ma le previsioni descrivono una vera e propria esplosione sino a 120 milioni di utenze attive entro la fine del 2010. L'obiettivo potrebbe non essere frutto di semplice marketing promozionale in virtù degli sforzi in cui si stanno prodigando gli operatori, con Sprint che starebbe per avviare l'installazione di hot spot WiMAX a ridosso degli ipermercati Wal-Mart sparsi per tutto il territorio USA.

Il WiMAX si espande, ma deve fronteggiare il crescente interesse dei maggiori carrier mondiali per la tecnologia nota come 3GPP Long Term Evolution (LTE), un sistema "pre-4G" che però offre la praticità di non dover ricorrere a un upgrade hardware totale fornendo velocità di connessione di tutto rispetto ("almeno" 100 Megabit/sec. in downstream e 50 Mbps in upstream) per singola cella.

LTE potrebbe scalzare il WiMax come tecnologia d'elezione per la banda larga mobile, soprattutto dopo l'impegno preso da China Telecom per l'installazione di servizi basati sul suddetto network LTE. L'impegno di China Telecom (il più grande operatore cinese, controllato dallo stato) ha portato quest'ultimo tra le larghe braccia della GSM Association (GSMA) assieme a KDDI e Verizon Wireless, e l'organizzazione si è affrettata - per bocca di Alex Sinclair - a incensare il monopolista asiatico perché quest'ultimo "sarà tra i primi operatori a lanciare servizi commerciali LTE".

Alfonso Maruccia

lunedì 15 febbraio 2010

Hayek vs. Keynes Rap Anthem

Fring è partner di EuteliaVoip

EUTELIAVOIP
Fring offre le videochiamate gratis via Skype su vari Symbian pubblicato: lunedì 15 febbraio 2010 da Luca Piras in: Nokia Varie Anticipazioni Internet Software Brevi VoIP Symbian Serie 60 Mobile World Congress N95 iPhone 3G S

fring videochiamate nokia freeware Dopo essersi proposto in anteprima la scorsa settimana, Fring ha oggi rilasciato (anche l’omonima software house è presente al Mobile World Congress) una nuova versione del celebre programma di mobile VoIP con le videochiamate gratuite.

Oltre ad esser compatibile con il Nokia E71, la nuova versione è stata concepita per tutti i Symbian S60 9.2 ed offre la possibilità di effettuare e ricevere le videochiamate tramite il protocollo Skype. Funzionalità disponibile anche su iPhone, solo in modalità ricezione per il momento, l’azienda israeliana ha annunciato di essere già al lavoro per rendere compatibile questo prodotto anche per tutti gli altri Smartphone.

In particolare, per i modelli dotati di touchscreen e per tutti gli altri recenti Symbian S60 9.3 (come, ad esempio, il Nokia N86 8MP). Per scaricare questa nuova versione, è sufficiente visitare il sito ufficiale, anche dal proprio terminale compatibile.

[via Fring’s blog]

sabato 13 febbraio 2010

Digitaldivide......Ma se poi arriva Telecom e e butta giu' i prezzi ?

Calabro' sul costo di una rete in fibra
Il Giornale di oggi:

«Il costo della fibra ottica (la rete Ngn di nuova generazione) estesa in tutta l’Italia sarebbe dagli 8 miliardi, oltre i 13, fino a 16-18». Lo ha detto il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò.

... Lo Stato da noi non può farlo perchè nella Ue non è consentito. Lo potrebbe fare la Cassa Depositi e Prestiti con prestiti a tassi agibili. Purtroppo il progetto da noi va a rilento perchè mancano i fondi e Telecom, il gestore ex-monopolista, ha pochi soldi da investire. Ma il 2010 dovrà per forza essere l’anno della svolta».


non molto diverso dai conti che spiegavo qui (cavolo.. sono gia' passati due anni...), confrontandoli al costo di un'autostrada. Una rete FTTH nazionale costa circa come l'autostrada del Sole, dicevo (è un caso che Qualcuno, con la Q e la G maiuscola, abbia ripreso di recente il parallelo ?)

Io penso che il progetto vada a rilento perchè non c'è alcuna garanzia di redditività, perchè non c'e' alcuna tutela per l'investimento, perchè c'e', potenzialmente, la spada di damocle della duplicazione di investimenti.

Io avevo pensato di fare una cosa tipo quella annunciata da google nei paesini attorno a dove abito io: una rete da (inizialmente) 100Mbps per abitazione; ci avrei anche investito. Ma se poi arriva Telecom e e butta giu' i prezzi ? se fa bundle con i cellulari e fa una offerta impareggiabile ? se Telecom, per bloccarmi, fa una sua rete in fibra alternativa ? io ce l'ho in saccoccia.

Lo stesso discorso vale per chiunque.
E quindi nessuno costruisce. D'altro canto Telecom non ha i soldi per farla estesamente e quindi non inizia. L'idea della competizione sulla infrastruttura nella rete in fibra implica che non se ne fa nemmeno una.

Si facessero delle regole che assicurassero una sola rete per zona geografica, con una remunerazione dell'investimento controllata da AGCOM, con obbligo di società separata all'ingrosso rispetto al retail, con un meccanismo per cui chi ha questa esclsiva si impegna a determinati sviluppi ("concessioni", you know) e non sarebbe nemmeno necessario un investimento pubblico se non in aree veramente disagiate, basterebbe solo il governo degli sviluppi.

Forse, adesso con il Commissario Kroes, si potrebbe affrontare il tema della reintroduzione delle concessioni per le infrastrutture di rete fissa...

Se non si possono fare delle one network a livello locale, reintroducendo le concessioni, l'unica continuo a pensare che sia, la one network nazionale, all'ingrosso, con partecipazione di investitori e concorrenti, come dice il presidente Valducci oggi su Il Sole 24 ore: "Una società ad hoc, con soggetti pubblici e asset che provengono anche dagli enti locali, renderebbe tutto più facile. Anche concedere risorse pubbliche che ora sono bloccate"

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Quelli dell' ABAE...


Una buona lettura meglio di un libro fresco di stampa, da gustare in tranquillità...
" Per continuare a pensare e desiderare un mondo migliore, abbiamo bisogno di stare fuori dall'acquario del pensiero comune, e dalla sua enorme forza di persuasione. Probabilmente i pesci dell'acquario pensano che quello sia l'unico mondo possibile. Noi invece sappiamo che non è così, anche se l'acqua che ci permette di vivere - quella dell'acquario appunto - è anche quella che ci tiene prigionieri." [


La sconcertante mancanza di senso storico, che si nota nei giovani è spesso figlia della sconcertante mancanza di senso storico che proviene dai genitori, dalla famiglia, dalla scuola e dalla società.

Il rispetto per le tradizioni, per gli usi, per i costumi, la testimonianza in questo senso è un valore che colpisce i giovani, più di mille parole.

venerdì 12 febbraio 2010

EUTELIA Messalina est INVICTA “lassata viris, nondum satiata, recessit”


« Pone seram, cohibe, sed quis custodiet ipsos custodes? Cauta est et ab illis incipit uxor. »

giovedì 11 febbraio 2010

EUTELIA: SOCIETA' ESTRANEA A INDAGINI MAGISTRATURA

Comunicato Stampa
Arezzo, 11 febbraio 2010.
La Società informa di aver ricevuto da Consob
, ai sensi dell’art. 154-ter, comma 7, del D.Lgs. n.
58/98, richiesta di provvedere alla pubblicazione di informazioni supplementari in relazione a
ritenuti profili di non conformità della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2009 alle norme
che ne disciplinano la redazione con riferimento alle modalità di contabilizzazione della cessione
del ramo IT intervenuta il 15 giugno 2009.
La Società provvederà mediante apposito comunicato a pubblicare senza indugio le informazioni
richieste da Consob.
Per informazioni:
Investor Relations: Tel. +39 0575 1944833, email: investorrelations@eutelia.it
Ufficio Stampa Tel. +39 0575 1944833 - 0575 1944934, Mob. 348 3737020 - 348 2558824 - 389 1884294,
email: rapportistampa@eutelia.it


EUTELIA: SOCIETA' ESTRANEA A INDAGINI MAGISTRATURA

(ASCA) - Roma, 11 feb - Con una nota la societa' Eutelia riguardo al procedimento nel quale ''risultano indagati alcuni amministratori ed ex amministratori per vicende connesse ad operazioni effettuate nelle precedenti gestioni, la Societa' risulta al momento estranea a detto procedimento e non e' in possesso di informazioni ulteriori rispetto a quanto comunicato in data 21 e 23 maggio 2008.

La Societa', nel ribadire la correttezza del proprio operato, conferma peraltro di aver gia' dato mandato ai propri legali affinche' provvedano a tutelare la posizione e gli interessi della stessa''.

com-men/mcc/ss

mercoledì 10 febbraio 2010

IP traffic growth

Projecting global IP traffic growth

Importanti accordi di partnership tecnologica

Il nuovo servizio di CRM, è prodotto della Grande Service di Collecchio, Parma. L'azienda parmense è attualmente leader assoluta in Italia nei sistemi informatici di gestione delle relazioni e della comunicazione. Fondata nel 1997 da Graziano Bitetti che ancora oggi la guida come Ceo, la Grande Service è approdata quest'anno al mercato europeo dove si ripromette di ripetere i successi ottenuti a livello nazionale e diventare lo standard qualitativo di riferimento per i sistemi di customer relationship management "relazionali".Importanti accordi di partnership tecnologica con Postel SpA, TeleCityGroup ed Eutelia SpA hanno permesso a Grande Service di sviluppare sistemi crm di grande potenza e flessibilità sia per la Pubblica Amministrazione sia per le Imprese, diventando il cuore dei processi di marketing strategico, customer satisfaction, ufficio stampa e relazioni esterne. Grazie alle sue caratteristiche di flessibilità, facilità di utilizzo e configurazione abbinati alla possibilità di utilizzo in modalità totalmente "mobile", Gastone CRM (nella sua variante "Emergency") è stato impiegato con successo dalla Protezione Civile in occasione del sisma in Abruzzo. A soli tre giorni dal terremoto, il sistema ha permesso di ricostruire tutte le comunicazioni, le relazioni e le anagrafiche dei rifugiati in uno dei principali campi di accoglienza. Il sistema Gastone - in tutte le sue varianti Customer, Tourist, Journalist ed Emergency - rappresenta la soluzione ideale per gestire con efficacia l’intera sfera relazionale di aziende, società ed enti di qualsiasi dimensione e complessità, così come dimostra la lunga e prestigiosa lista di clienti che hanno scelto di adottarlo.

Sviluppi giudiziari attendono la Nostra Dirigenza

Sarà occasione per far chiarezza e dimostrare trasparenza nei rapporti e ricucire la Fiducia con Noi Piccoli Azionisti.

EUTELIA il Tuo Popolo attende....

giovedì 4 febbraio 2010

Anche qsto è Euro 2 ... i PIGS dell'Europa ( i maiali non si offendano !!!)

Viviane Reding, sogni di broadband
di: Giacomo Dotta Commenti (8)
Webnews.it ha intervistato in esclusiva Viviane Reding, Commissario Europeo per la Società dei Media e dell'Innovazione, per parlare di digital divide, Servizio Universale e Banda Larga. E per parlare di Italia dal punto di vista dell'UE


Viviane Reding, Commissario Europeo per la Società dei Media e dell'Innovazione. Il suo ruolo nel contesto delle istituzioni europee è particolarmente influente, tanto per il campo d'applicazione quanto per l'intraprendenza del suo operato. Sebbene l'UE non intervenga direttamente sulle singole legislazioni nazionali (cosa che il Commissario ripetutamente sottolinea), abbiamo comunque tentato di far leva sulla posizione privilegiata della Reding per avere a disposizione una cartina di tornasole con cui poter valutare l'operato dell'Italia dal punto di vista dell'UE.

Per questo è proprio alla Reding che ci siamo rivolti, ed è dalla Reding che abbiamo ricevuto molti ed importanti spunti per approfondire tematiche quali:

1. Separazione funzionale della Rete
2. Digital divide e possibili soluzioni
3. Servizio Universale
4. Digitale Terrestre e cultura digitale
5. La proposta di Carlo De Benedetti sull'editoria online
6. Europeana

Separazione funzionale della Rete

Da anni se ne parla tanto a livello europeo, quanto a livello nazionale: la separazione funzionale della rete è vista come una possibile soluzione ai problemi delle infrastrutture attuali perchè permetterebbe di prendere due piccioni con una fava. Occorre infatti ricordare come, partendo dal caso italiano, la rete su cui viaggiano i bit della navigazione degli utenti è di proprietà di Telecom Italia (eredità SIP). Telecom si trova così da una parte un grosso vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza (vantaggio che l'AGCOM negli anni ha limato solo in minima parte) e dall'altra l'onere di dover gestire, mantenere e rimodernare una rete ormai vetusta. La separazione funzionale, se accontentasse tutti gli operatori, permetterebbe un nuovo equilibrio da cui potrebbe nascere la nuova rete, con un finanziamento distribuito e con parità d'accesso da parte degli attori del mercato. In Italia se ne parla sì da anni, ma nessun passo è stato mai effettivamente compiuto. E nel 2007, parlando generalmente agli stati membri pur con indiretti quanto espliciti riferimenti, la Reding già professava il proprio credo: «nella telefonia fissa la concorrenza è ancora in fasce, visto che in Europa solo il 10% degli abbonati è legato a un'operatore alternativo, mentre gli operatori incumbent rappresentano ancora quasi il 100% delle quote di mercato. Solo nel Regno Unito e in Danimarca si è iniziato a fare qualche passo nella direzione giusta [...] Ma c'è ancora molta strada da fare anche nel settore della banda larga, dove gli operatori incumbent sono il 55,6% del mercato, con picchi ben oltre il 60% in molti Stati membri».

Webnews.it: Nel 2007 aveva suggerito in linea generale la possibilità di separare l'incumbent dalla rete nei paesi ove la concorrenza fosse ancora viziata da situazioni problematiche. Nel 2009 in Italia non c'è stata alcuna separazione funzionale e ci sono peraltro grandi problemi nel reperire gli investimenti per la rete di nuova generazione. Cosa ne pensa?

Viviane Reding: «Si deve notare che non è la Commissione Europea, ma i legislatori nazionali per le telecomunicazioni, a dover imporre i requisiti per la separazione. Sotto le attuali regole europee per le telecomunicazioni, il legislatore nazionale può imporre la separazione funzionale - obbligando gli operatori delle telecomunicazioni a separare la loro rete e le loro attività di servizio in qualità di provider - per risolvere i colli di bottiglia persistenti nei mercati in cui i normali rimedi legislativi non hanno affrontato i fallimenti di mercato identificati dal regolatore. La Commissione Europea deve essere informata di queste decisioni prima che siano adottate dal legislatore nazionale per assicurare che la decisione dei legislatori non porti ad una distorsione della competizione nei singoli mercati europei. La Commissione deve anche essere informata su ogni proposta da parte degli incumbent per gli impegni di separazione (che possono modificare o completare altri rimedi legislativi) prima che questi piani vengano accettati.

È importante il fatto che, nell'applicare queste separazioni, si incoraggino gli investimenti, ad esempio nella Next Generation Networks, sia da parte dell'incumbent che da parte dei nuovi entranti. Gli operatori alternativi devono avere la sicurezza di avere le stesse possibilità di accesso alla rete dell'incumbent quando la separazione è proposta dall'operatore dominante piuttosto che dal legislatore. La Commissione Europea, in funzione di guardiano, vigila sul fatto che qualunque finanziamento pubblico sia coinvolto nello sviluppo della rete di nuova generazione, debba essere in conformità con le regole europee per la concorrenza in materia di aiuti di Stato».

In Italy qste cose non interessano al Popolo Bue...

FCC: l'iPad causerà problemi alla Rete

Commenti (2)
Due membri della FCC hanno pubblicato un monito che, facendo leva sull'arrivo dell'iPad, ricordano come la Rete mobile possa presto avvicinarsi ad una pericolosa saturazione. L'estensione dello spettro per il broadband non è pertanto più prorogabile

L'arrivo dell'iPad sul mercato potrebbe causare gravi disagi sulla Rete. Non si tratta di una semplice opinione giornalistica, ma dell'analisi di membri della FCC che, tramite le pagine di Broadband.gov, hanno lanciato un sommesso allarme avente primario fine propositivo: il Governo USA agisca per fare in modo che la Rete possa supportare il carico crescente sul traffico mobile. Ma se la proposta è circoscritta agli USA, il problema è invece internazionale e merita adeguata attenzione.post con cui si denuncia il fatto che l'arrivo dell'iPad sul mercato rischia di trasformarsi in un evento analogo a quello dell'annullamento ai limiti di navigazione che AOL ha deciso nel 1996. La congestione della Rete di allora potrebbe ripetersi oggi, il tutto in seguito ad una congenita inadeguatezza dell'infrastruttura deputata a reggere un traffico potenzialmente in crescita repentina. Ai tempi, spiega il post, AOL modificò modem e server riuscendo a risolvere il problema. Oggi, invece, la situazione potrebbe essere più complessa.

Oggi il problema è nella disponibilità di spettro. La richiesta è pertanto quella di un'azione rapida da parte delle istituzioni affinché nuovo spettro venga messo a disposizione degli utenti che necessitano di banda larga, così che l'always-on non debba rimanere una teoria ed il potenziale economico messo in campo dall'innovazione tecnologica possa trovare piena espressione.

Apple iPad

Apple iPad

Una piccola nota in calce alla presentazione dell'iPad, nel frattempo, spiega i motivi per cui il dispositivo non sia ancora disponibile per le prenotazioni. Sul sito Apple è infatti chiaramente esplicitato come per la vendita si attenda il placet proprio dell'FCC, ove il dispositivo è ancora in valutazione. Non dovrebbero però insorgere problemi: si seguì medesima procedura anche ai tempi della presentazione dell'iPhone. La timeline dovrebbe essere pertanto essere rispettata ed a partire da Marzo l'iPad potrà arrivare nelle mani degli utenti. Ed inizierà a quel punto il conto alla rovescia di Bellaria e Leibovitz, secondo i quali la congestione del 1997 è destinata a ripetersi negli USA appena il numero degli iPad sarà davvero esploso.

Le tempistiche del monito sono la cartina di tornasole che misura quanto il post sia un allarme vero e quanto sia invece strumentale ad un sollecito nuovo ed ennesimo nei confronti del Governo. L'iPad non sarà infatti sul mercato prima di 2 mesi e non raggiungerà cifre importanti, nella migliore delle ipotesi, prima della fine dell'anno. L'avviso dalla FCC è però chiaro: se non si interverrà dall'alto immediatamente, non ci saranno i tempi tecnici per estendere lo spettro e permettere al mercato mobile di estendersi naturalmente. La carenza di spettro, insomma, rischia di divenire un collo di bottiglia entro il 2011. Cosa che gli USA non possono ovviamente accettare.

mercoledì 3 febbraio 2010

Avvisi ai naviganti... meglio se navigatori ! A 100 anni dal nobel di Marconi… e pensare che il wireless l’abbiamo inventato noi.

Grazie al Post di Filippo Gallo che qui ripropongo possiamo ribadire la Nostra idea di Italianità ed il Nostro orgoglio di Inventori ed Innovatori

Avvisi ai naviganti... meglio se navigatori !
Dimensione di carattere: Filippo Gallo 03/02/2010 09:56:00

A 100 anni dal nobel di Marconi… e pensare che il wireless l’abbiamo inventato noi.


Lo so, rischio di essere monotematico. Ma non mi sembra che l’argomento sia pubblicizzato abbastanza. Eppure ritengo che se fossimo correttamente informati, tutti si interesserebbero al loro domani.
Perchè è di questo che parliamo, di come noi intendiamo il nostro futuro, che in fondo è il posto dove vivremo il resto della nostra vita..
Oggi Repubblica, confermata dal Corriere e smentita dal solito ineffabile Scajola (quello del “rompicoglioni” a Biagi, solo per ricordarne una) pubblica indiscrezioni sul piano di fusione, o meglio acquisizione di Telecom Italia con Telefonica , primo service provider iberico. Smentita talmente credibile che in borsa in poche ore si è scambiato il 3% del controvalore complessivo di Telecom Italia, cioè quello che si definisce finanziariamente “uno sproposito”.
Faccio gentilmente notare che Mediaset si sta muovendo molto sul mercato televisivo spagnolo, che ci sia uno scambio ” tv per rete” in corso? Qui mi fermo, ma che questo governo sia interessato più alla TV che alla rete mi sembra un dato di fatto troppo spesso acquisito come normale, ma che in realtà è una politica in controtendenza mondiale.
Vi chiedo: Quanto della vostra vita passa oggi attraverso la rete? Quanto utilizzate facebook/twitter/messenger? Il cellulare? L’email? L’informazione sui giornali online? Siti preferiti?
Seconda domanda: Credete che il vostro utilizzo della rete diminuirà o aumenterà nei prossimi anni?
Capite adesso perchè è importante, perchè ci tengo a questa battaglia. Il controllo della rete è fondamentale per ogni paese evoluto. E’ qui, su questa moderna linea del Piave che si misura chi crede ed investe nel suo futuro La risposta è banale: la rete deve essere italiana, popolare (antidigital divide) e non populista (più Giga per tutti...), moderna (Next Generation Network) con condizioni di accesso garantite ed eque per tutti gli operatori ed i loro servizi (vedi Regno Unito).
Nota di colore, assodato che l’italianità si sbandiera solo quando serve, cioè in campagna elettorale con Alitalia, ricordo ai distratti che in questo momento: Fastweb è di proprietà svizzera, Wind è egiziana, H3G e Vodafone sono corporate globali.
Eutelia è aretina, ma al momento non sembra navigare in ottime acque. Ci rimane la cenerentola e sardissima Tiscali, ma in odore di vendita anch’essa.
Aggiungo due parole per gli invisibili lavoratori e colleghi del settore. Parole non di nostalgia, ma di incoraggiamento. Perchè quando si parla di Fiat sono tutti a protestare e a garantire aiuti, sulle aziende IT non si muove quasi mai foglia. In Italia negli ultimi anni si è assistito alla chiusura dei centri di ricerca Motorola (Torino), Siemens (Cassina dei Pecchi, Milano), ridimensionamento di Ericsson (Pagani), Alcatel, Italtel (Roma Palermo e Milano), Eutelia. Aggiungo volutamente anche i nomi di Olivetti e Telettra, possano riposare in pace, e della gloriosa scuola superiore di telecomunicazioni di L’Aquila, la Reiss Romoli, sacrificata sull'altare della non formazione.
Abbiamo lentamente ed inesorabimente smantellato un intero sistema industriale. Colpa delle crisi, certamente. Ma anche di scelte sbagliate (digitale terrestre invece di fibra ottica, informatica nelle scuole annunciata e mai praticata davvero, liberalizzazioni champagne, antitrust volutamente deboli).
Gli altri paesi, proprio in questo periodo di magra, lanciano invece piani strutturali decisamente ambiziosi. Semplicemente si chiedono: Metti che passa la crisi... dopo che facciamo? Come possiamo essere più competitivi? A me non sembra una domanda difficile da porsi..
Da buon toscano, per ultimo, un pò di polemica. Qualcuno dica al Viceministro Romani di smettere con l’ossessione di filtrare Internet, realizzando una maxi intranet che a mia personale memoria esiste solo in paesi notoriamente democratici quali Cuba e Cina.
E’ impossibile tecnicamente e burocraticamente. Vista la velocità con cui cambiano i contenuti in rete ed i server con i loro indirizzi ip (immaginate elenchi telefonici in continua evoluzione), occorrerebbe avere un organismo regolatore ed esecutore altrettanto veloce. No comment.
(Negli scacchi si segnerebbe tale mossa con ???)
E’ inoltre una misura eticamente esecrabile. Vengono i brividi a pensare di istituzionalizzare il censore di contenuti indefinibili. Piuttosto si punti sul sensibilizzare gli utenti, promuovendo la autoregolamentazione e la segnalazione di contenuti inappropriati a chi di dovere.
Popolo di smemorati quale siamo, vogliamo una forza dell’ordine dedicata, che guarda caso già esiste. Si chiama Polizia Postale ed è invidiata ed efficiente, vedere alla voce pedofilia e truffe online; ragione vorrebbe che si pensasse piuttosto ad aumentare il suo presidio.
E per i più piccoli valga il semplice suggerimento di buon senso televisivo vecchio solo di qualche anno. Non si naviga fino a 12-14 anni se non accompagnati da un maggiorenne. O si deve fare un decreto anche su questo?
Sono cresciute intere generazioni e non vedo perchè l’esistenza dell’orco cattivo online venga maliziosamente scoperta solo oggi. Semplicemente Il mostro si è fatto un account su facebook, perchè in televisione faceva ormai calare l’auditel.
Filippo Gallo

martedì 2 febbraio 2010

Attenzione!!!!, nelle TLC rimane l' Italianità di Eutelia.....

Onorevoli Soci,
venendo sempre meno italianità della Nostra rete vecchia o NGN che sia, quella che rimane è per definizione una risorsa scarsa.

Telecom-Telefonica. Romani: ‘A rischio anche NGN se testa e cuore della rete sono fuori dall’Italia’

Si infiamma lo scontro politico sulla vicenda Telecom Italia, dopo le indiscrezioni rilanciate da Repubblica su una presunta offerta pubblica di scambio da parte di Telefonica, già avallata dal Governo.
Il governo, nella prima mattinata, ha diramato una nota per smentire categoricamente le ipotesi del quotidiano del gruppo De Benedetti, e anche il sottosegretario allo sviluppo economico Paolo Romani è intervenuto per confermare che non c’è stato alcun via libera né alcun incontro con i vertici Telecom.
Romani ha ribadito i dubbi già espressi sui rischi derivanti da una governance non italiana della rete: “…la governance oggi è italiana con un socio straniero. Se la testa e il cuore sono fuori dall'Italia il rischio è che possa impoverirsi la qualità tecnica la rete”, mettendo a repentaglio anche lo sviluppo della rete di nuova generazione in fibra ottica.

“La rete – ha detto ancora Romani – è una infrastruttura radicata in Italia, che sta sottoterra, e necessita di impegni e investimenti continui. Ritengo che questo sia un problema che il governo non possa non affrontare in maniera seria”.

Questa mattina, Romani aveva sottolineato la “preoccupazione” del governo, il quale “…sta facendo e farà un grosso sforzo” per preservare il valore di Telecom Italia e dei suoi asset.
Più volte nei giorni scorsi, Romani aveva manifestato la volontà del governo di trovare una formula adeguata per preservare soprattutto gli investimenti, essenziali per il nostro territorio. Il rischio è infatti che Telefonica, una volta preso il controllo del gruppo italiano, possa decidere di privilegiare gli investimenti in altri paesi prima che in Italia.

Anche il capogruppo del Pdl alla Camera, Maurizio Gasparri, ha ribadito che il governo farà di tutto per “…trovare la sintesi giusta per preservare l'italianità dell'azienda”, sottolineando che anche questa nuova ipotesi Ops rilanciata da Repubblica rientra, come quelle precedenti, “nell'ordine delle congetture”.

Le smentite del governo non hanno però convinto il segretario del PD, Pierluigi Bersani, secondo cui la nota ufficiale del governo non “smentisce la sostanza”.
“In ogni caso sarebbe curioso – ha aggiunto il leader dell’opposizione - che si sono spesi 3 miliardi per tenere italiana per qualche anno una compagnia aerea e poi ci facessimo portare via la rete della Telecom magari inventando una di quelle favole che si usano in questi casi, cioè che uno e' il padrone e l'altro è quello che comanda”.
Il PD, ha detto quindi Bersani, “…sarà in vigile attesa”.

Sulla stessa linea il responsabile Comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni, secondo cui “…il governo continua in una linea di indifferenza sulle sorti di Telecom. Un’indifferenza incomprensibile da parte di chi ha speso soldi e parole per difendere l'italianità di una compagnia aerea” e che ora sembra impassibile di fronte “al destino della infrastruttura di comunicazioni che è il sistema nervoso della nostra economia”.

Gentiloni ha presentato un'interpellanza urgente per chiedere quale sia la posizione del governo anche in relazione all'esercizio dei poteri speciali della golden share e quali iniziative intenda adottare per assicurare sia il superamento del digital divide che lo sviluppo degli investimenti per la fibra ottica delle reti di prossima generazione.
Alessandra Talarico

Serious fact checking: Borsa: passa il 10% di Telecom (si, ma quando ?)

Il Governo accoglie la richiesta dei sindacati di un tavolo sulle commesse pubbliche che coinvolgerà anche Regioni, Province ed enti locali

Ex Eutelia: il 22 febbraio si discuterà delle commesse e dell'occupazione

A Palazzo Chigi un tavolo di confronto istituzionale sulla vertenza che coinvolge Agile, dopo che il tribunale si pronuncerà sul commissariamento

Martedì 2 Febbraio 2010

Sulla vertenza che coinvolge Agile si aprirà un tavolo di confronto istituzionale tra sindacati e azienda per affrontare sia il tema della commesse sia quello dell'occupazione. L'incontro avverrà il 22 febbraio a Palazzo Chigi, dopo quindi l'udienza del tribunale di Roma prevista per il 17 febbraio in cui verrà deciso o meno il commissariamento dell'ex ramo IT di Eutelia.

Il Governo ha quindi accolto la richiesta dei sindacati di un tavolo sulle commesse pubbliche che coinvolgerà anche Regioni, Province ed enti locali interessati ai contratti dell'ex Eutelia. Parteciperanno anche il ministero del Welfare e dello Sviluppo Economico.

La decisione è arrivata dopo l'incontro di ieri sera tra governo, sindacati e azienda. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, in apertura dell'incontro ha tuttavia precisato che “per affrontare la vertenza occorre tenere conto che c'è un procedimento penale aperto, che ci porta a poter fare solo il punto della situazione". (sm)

Ringraziamenti per la Regione Toscana...

EX EUTELIA, GARANTITI DALLA REGIONE 2 MESI DI STIPENDIO
Il vicepresidente Gelli e l'assessore Simoncini incontrano i sindacati
Utilizzati 900 mila euro dovuti per lavori commissionati all'azienda
Buone notizie per i lavoratori del'Ex Eutelia che, dal settembre scorso, non ricevono lo stipendio. Nei prossimi giorni, grazie all'intervento della Regione, saranno liquidate loro due mensilità, corrispondenti alla busta paga di setttembre e ottobre 2009. In accordo con i custodi nominati dal tribunale per la gestione del gruppo, la Regione ha infatti deciso di anticipare, finalizzandola al pagamenti degli stipendi, una tranche di 900 mila euro del corrispettivo dovuto a Eutelia per i lavori svolti in base ai contratti in essere.
L'annuncio è stato dato questo pomeriggio ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali dal vicepresidente della Regione Federico Gelli e dall'assessore all'istruzione formazione e lavoro Gianfranco Simoncini nel corso di un incontro per fare il punto sulla complessa vertenza.
«Finalmente possiamo dare un segnale di speranza a questi lavoratori che da mesi - – ha spiegato Gelli – si vedevano negato un fondamentale diritto. La cifra messa a disposizione servirà, oltre a sostenere i loro redditi, anche a garantire il regolare pagamento dei contributi. Si tratta di un primo concreto passo avanti che speriamo possa preludere ad una positiva conclusione della vertenza».
A questo proposito l'assessore Simoncini ha ricordato le numerose tappe che hanno portato all'incontro di oggi. «La Regione continuerà, come sempre, a seguire da vicino la vicenda – ha detto – in una prospettiva di mantenimento dell'attività prpoduttiva e dell'occupazione, sia rapportandosi con i tavoli locali che nazionali, come dimostra l'ulteriore passaggio che si è avuto ieri presso il tavolo alla presidenza del consiglio dei ministri».
Le organizzazioni sindacali hanno concordato sulle misure intraprese, prendendo atto con soddisfazione della positiva novità. (bc)
02/02/2010 16:39
Regione Toscana

Una Navigazione tra nebbie e ghiacci...


Capitano: Iceberg F Finanziaria farà meno paura?
Nel mentre lo 0,7% si è disciolto tra Chi?

lunedì 1 febbraio 2010

Il ruolo del Papa è quello di essere preoccupato per la disoccupazione, non quello di dire quali sono le persone che devono mantenere il posto

IL PAPA CHIEDE AIUTI PER LA FIAT E PER ALCOA. SI TRATTA DI INGERENZA NELLA POLITICA ECONOMICA DI UN PAESE?

Francamente il Papa dovrebbe rispondere a due domande:

1) perchè si deve salvare la Fiat utilizzando soldi pubblici, se poi la Fiat paga un dividendo 6 volte piu' alto di quello di un bot ai suoi azionisti (per non parlare delle azioni di privilegio e risparmio).

2) Alcoa, per salvare gli occupati Alcoa lo stato permette alla azienda americana di avere un forte sconto sul costo dell'energia elettrica. Mi domando se tutte le imprese in Italia possano godere degli stessi vantaggi. Perchè l'Alcoa e non centinaia di piccole e medie imprese che stanno chiudendo? Ma Alcoa farà profitti e i profitti verranno rimpatriati in USA. Migliaia di imprenditori chiuderanno lasciando a casa centinaia di migliaia di persone...ma l'Alcoa si, loro no.

Lo sapete che gli incentivi per le auto dirottano i risparmi verso un prodotto invece che un altro, e che per salvare i compagni di merende azionisti Fiat centinaia di migliaia di persone perdono il lavoro?

MI DOMANDO PERCHE' IL PAPA INGERISCE NELLE DECISIONI DI POLITICA ECONOMICA APPLAUDENDO QUELLA CHE INVECE E' UNA GRANDE INGIUSTIZIA SOCIALE.

Il ruolo del Papa è quello di essere preoccupato per la disoccupazione, non quello di dire quali sono le persone che devono mantenere il posto (e visto che la coperta è corta, quali sono quelle che si possono licenziare).
Pubblicato da mercatolibero a lunedì, febbraio 01, 2010 46 commenti

Go Ahead.... Show must go on dic '09 pfn -43.7




La Pfn del Gruppo Eutelia al 31 dicembre 2009 si è attestata a -43,7 mln, contro i -45,8 di un mese prima